Aiutate Musseu stagione 2013

Fratelli a voi tutti che mi seguite chiedo un'aiuto per compiere i miei grandi viaggi "purtroppo" dettati dalla forte spesa !!!
Fisicamente e mentalmente sono pronto a qualsiasi sfida!

Ma essendo padre di famiglia e operaio non riesco a far fronte. Mi rendo conto che i tempi non sono dei migliori per nessuno, ma basta un piccolo contributo da tanti per realizzare un grande sogno!

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GRAZIE DI CUORE un abbraccio da Musseu

"vivi questo mondo e vivilo con intensità, con passione.Vivilo con totalità,con tutto il tuo essere....e da quella passione, amore e gioia, diventerai capace di andare oltre "

lunedì 28 luglio 2008

uscita 28 luglio

In questi giorni è ritornata l'afa dunque meglio uscire molto presto o molto tardi , visto che lavoro dalle 18 alle 24 decido di partire alle 5 .
C è ancora buio dunque ruota col fanale e borse per abituarsi , porto un po di materiale anche se non serve visto la giornata.
Come al solito, le mie uscite in zona si parte dal lago ( troppo bello alla mattina presto) e poi si vedrà.
Questa volta decido di passare da castion e scendere a torri , arrivato in val d'adige un forte vento spira in senso contrario, di solito come lo trovi in valle lo trovi al lago , e cosi è .

Torri, brenzone non si fa strada sopra i 30 orari non si va , passo castelletto , d'avanti all'imbocco di punta veleno una voce mi chiama , è lei è molto che non vado a trovarla di quest'anno solo due volte , al diavolo la 1001 si va , non posso snaturarmi per un'impresa che dovrò fare , prendo per castello ore 6.20 troppo bello punta veleno con le borse , mai fatta !!!

Panorami da brividi mi supportano fino a castello ,cartello per prada eccola è li comincia la rumba , 7 km che non ti lasciano scampo mai sotto il 12% e i 4 centrali mai sotto il 15%.
Passo regolare senza strafare ormai la conosco a memoria 3km e arrivi alla casetta poi conti 7 tornanti e sei fuori dal duro 100 metri piani , 1 km duro e sei arrivato sul falsopiano di val trovai.
Stupenda e devastante ma oggi la gamba gira e si vola , foto al cartello finale che adesso è stato cambiato indica il 10% , falso strafalso , ci sono punte al 21% , panino e via.


Caprino, peccato che devo ritornare per il primo pomeriggio altrimenti oggi mi sento che sarebbe il giorno giusto per morire.
Prendo per spiazzi e decido di fare la stradina che porta dritta come una fucilata su sopra spiazzi passando da piccole contrade con l'ultimo km sterrato
Indicazione Pradonego non si puo sbagliare dopo circa 10 km di stradine stupende strette attraversando diverse contrade si arriva a pradonego da dove parte un tre km su cemento e sterrato che sbuca sulla strada che porta al rifugio chierego, la salita non ha grosse pendenze a parte l'ultimo tratto ma non va mai sotto il 6 %





Il caldo comincia a farsi sentire ma la gamba gira e ci si diverte .
Discesa per spiazzi dove mi fermo a bere una coca e mangiare un gelato , caprino ,val d'adige e classico peri fosse ( 32° volta nel 2008) domata in 47 minuti .






Arrivo a casa con 155 km e 3400 mds soddisfatto per aver domato punta veleno con le borse . Ciao alla prossima.




lunedì 21 luglio 2008

uscita 19/20 luglio


Fine settimana con uscita prevista sui 300 km per preparazione 1001 ma con un po di impegni , devo trovare il tempo , sabato dalle 6 alle 12 lavoro, sabato sera rientra la truppa dal campo scuola roby e france( i miei due figli) , e la giò ( moglie) lavora fino alle 24 , domenica ore 12 devo andare a prendere laura al’aeroporto di brescia (mia figlia) che torna da londra .
Programma: esco sabato dalle 14.30 alle 22 torno mangio qualcosa riposo un po facendo quattro chiacchere con i figli per poi uscire domenica mattina verso le quattro fino alle 10 cosi simulo anche le fermate che ci saranno alla 1001 e come gestirle , non ho mai fatto una sosta più di tre ore di tempo , sconsigliato fermarsi di più dicono i nonni delle randonnee il fisico si rilassa e si fatica ripartire.
Ore 14 30 di sabato 19 si parte meta da definire vediamo come butta l’importante è pedalare , ho con me il nuovo gps garmin 60 csx penso strumento indispensabile alla 1001 , siamo in pochi 230 iscritti dunque ci saranno parecchi tratti che mi trovero solo , esco dal garage e trovo mio fratello con moglie che stanno partendo anche loro in bici , mi aggrego vanno a borghetto sul mincio , ad andatura turistica da strade semisconosciute arriviamo a borghetto , caffè , ciclabile fino a peschiera poi loro prendono la via del ritorno , anno già dato non sono molto allenati e vedono la bici come mezzo antistress , uno sguardo , ci salutiamo ed inforco il lungo lago fino a torbole , un casino di macchine e a torri anche un tamponamento fra due macchine , scelta infelice ma ormai è fatta , quanta gente lungo la spiaggia di tutte le misure e formati , rapito da tutto ciò arrivo a torbole , giornata calda con leggero venticello che ti frega perche sembra che non sudi , bisogna bere molto , mi fermo al solito bar ormai mi conoscono , una coca con ghiaccio e via , salita nago ,che caldo! Mi fermo di nuovo sopra alla fontana doccia e via .
Decido di andare a fare la sdruzzina , prendo la val d’adige direzione verona mentre mi avvicino alla mamma delle salite del veronese ( la nonna è punta veleno) penso che non ha senso andare a fare la sdruzzinà, non serve niente per la 1001 anzi !! allora decido di andare a fare la peri fosse almeno quella me la concedo salita simile alle salite che troverò alla 1001 .
Mentre mi avvicino a avio trovo un gruppo di tedeschi che stanno andando a verona in bici, indossano la maglia della maratona delle dolomiti , li passo a doppia velocità e faccio cenno di aggregarsi che li do una mano , vento contro 35 orari la gamba gira bene i tirolesi un po meno, al strapetto di brentino non mollo anzi aumento un po alta badia accusano il colpo e mi salutano ringraziandomi per il passaggio .
Arrivo a peri 150 km fatti fermata alla fontana doccia e si sale , quante battaglie con la peri fosse non dura ma dispettosa non puoi bleffare , la gamba gira ma sento che il fisico è stanco , durante la settimana ho caricato tanto e dormito poco arrivo a fosse in 50 minuti stanco e strasudato , mi fermo al bar coca ghiacciata , lo so che non fa bene ma che goduria, sono le 20,30 devo tornare verso la meson ( casa) , scendo dalla val di grezzana dopo 500 metri mi devo fermare per mettermi il spolverino da stracaldo a strafreddo per la gioia del fisico .
Si accende il fanale comincia a far buio quando arrivo a fondo valle ritorna l’afa, vado verso verona il traffico è umano si può pedalare , torricelle, negrar, alle 22 15 con 200 km nelle gambe arrivo a casa, la truppa è già tornata e deve mangiare facciamo qualcosa al volo quattro chiacchere e a nanna ore 24. 30
Sveglia alle 4.30 colazione e via ore 5.30 in sella, a queste ore è bello pedalare strade deserte e l’afa deve ancora arrivare le gambe sono imballate non girano e mi sento stanco decido di andare al lago poi si vedrà, bardolino, torri fermata caffe, e poi si sale fino a san zeno accompagnato da stupendi panorami e qualche ciclista solitario, lumini ,caprino ,il caldo comincia a farsi sentire salgo fino a spiazzi bella salita , fatta a queste ore non è trafficata .
Doccia alla fontana e giù in picchiata da porcino , da suicidio sembra sterrata da brutta che è , zuane ,domegliara casa per un totale di 310 km e 3000 m ds .
Il gps va benissimo e ti fa compagnia quella che mi manca dai miei amici di avventura che in questa impresa della 1001 mi hanno abbandonato, troppo estrema .
Ciao alla prossima

lunedì 14 luglio 2008

super rando faustocoppi

Salve a tutti sono tornato dalla massacrante prova , come dopo la p.b.p. ti riesce difficile raccontare quello che hai vissuto , sei andato talmente oltre , emozioni ,sensazioni indescrivibili. Per come sono adesso posso solo dare i dati tecnici. Come ogni mia rando autosufficienza totale , dunque bici a pieno carico peso 16 kg .Partenza ore 22 di venerdi 27 giugno , arrivato domenica mattina 29 giugno ore 9, ore dormite !!! 2 , pedalate 26 in totale 36 ore.

Ivano Vinai Ideatore – responsabile organizzativo – Finisher Super Randonnée scrive


"Non faccio fare ad altri cose che non sono in grado di fare io!".Come organizzatore/responsabile della S.R. il principio, per quanto nobile, non è pretenzioso verso altri organizzatori, magari ciclisti ma che non interpretano la bici in modo così radicale ed estremo. Anche per questo ero al via venerdì 27 Giugno alle 21:00 e non a dirigere l'orchestra comodamente seduto in qualche auto! Ciò detto, mai avrei creduto di trovare ben 142 aspiranti suicidi iscritti. Ma poi, le incessanti piogge di Maggio e Giugno hanno prodotto frane e modifiche forzose all'originale: 440 km e 11.300 m. di dislivello, trasformandolo dopo altri 4 cambi di tracciato in 510 km e 10.300 m.da scalare. Stesso tempo limite di percorrenza, 44 h. Molti hanno declinato l'invito adocchiando solo il kmtraggio ingrassato senza badare al dislivello più longilineo, errore tattico! Le vecchie pellacce divoratrici d'asfalto ben sanno che sulla durezza di un percorso il dislivello incide più dei km. Anche questa è "selezione naturale", dato che è stato il motivo principale del defalcamento dai 142 iscritti ai 112 partenti, subito 30 in meno a ruote ancora ferme! Il numero dei partenti è comunque elevato, e non mi sorprende come, specie nel ciclismo, sia valido il motto: "Tanto peggio, tanto meglio". Ciò denota lo spirito d'avventura, il gusto della sfida, il volersi mettere alla prova, spirito questo sì fondamentale che muove le peggio/meglio intenzioni del tipico randonneur. Ma ci sta anche e non ultimo l'orgoglio personale, però quello vero, non da Bar Sport!Quello da lacrime al traguardo, orgoglio del tutto legittimo per chiporta a termine una prova di simile arditezza così come altre del genere. Meglio ancora quando poi questo è riconosciuto pubblicamente dall'esibire con fierezza, appunto, la "patacca" (perché il randonneur è pataccaro), nel nostro caso: la maglia di finisher, ciò che ti distingue davvero dalla massa. Il diplomino inquadrato sta incasa, non lo vede nessuno, ma la maglia è il feticcio pubblico dell'avvenuta conquista. La S.R. è una di quelle prove che "fanno pedigree", da citare a piena voce e petto gonfio buona in ogni discussione biciclettara! Anche tra i randonneur, colleghi, mai avversari, la selezione vera c'è, ma come detto: naturale. C'è sempre chi non arriva fino in fondo, se è perché non ce la fai è perché non lo meriti e se non meriti è giusto non farcela. E' un cane che si morde la coda, una specie di legge della giungla, ma è così, perché quando pedali sei solo, nessuno ti può aiutare, o ce la fai orinunci. Barare si può, ma quasi nessuno lo fa (proprio nessuno non ci giurerei), dato che non si gareggia contro altri sarebbe come illudere se stessi, non ha alcun senso. Ed è così che al conto finale all'arrivo a Cuneo dai 112 mancano 21 ritirati più altri 6 fuoritempo. Molti di questi "respinti", non tutti, sono solo vittime di se stessi: presuntuosi, semplici millantatori, o superficiali figli del…io ci provo! Una randonnée così dura non si "prova", o si prepara e si porta a termine o si è bocciati senz'appello, non c'è scampo! Gli appartenenti a queste categorie pagano caro lo scotto nell'aver creduto o anche solo ipotizzato che; lento non è fatica. Non c'è di meglio che viverlo sulle proprie spalle per ricredersi e ripresentarsi nel 2010 più pronti, maturi e umili. Si pensi che tra l'esposizione a sole scalando l'Izoard o il Montgenevre, e le discese notturne della Bonette o del Sampeyre c'è un'escursione termica percepita di circa 50°, questa da compensare solo con un "fisicobestiale" continuando a pedalare! Basta questo dato per capire che la preparazione fisica va ben al di là dei km percorsi e che quindi la cialtroneria non paga! 86 vincitori, quindi, tutti in rigoroso ordine alfabetico, poiché chi fa capolino in Piazza Galimberti a Cuneo alle 16:59 di domenica, un minuto prima del tempo limite, è meritevole tanto quanto chi è arrivato alle 21:33 di sabato, anzi, chi giunge dopo si è sciroppato tutt'e due le notti sui pedali e non tra confortanti colline o pianure, ma tra salite alpine che, a un certo punto, paiono Cerberi dalle fauci spalancate pronte a fagocitare chiunque passi,figuriamoci il ciondolante spremuto ciclista sperso nell'oscurità! La S.R. imponeva di scalare di fila: Lombarda, Bonette, Vars, Izoard,Montgenevre, Setriére, Ctta. di Paesana, Ctta. d'Isasca, Cle. diSampeyre, La Piatta, tutto in un tiro, valicando per ben 6 volte oltre i 2000 m, con sole straziante di giorno, e due notti allucinate a macinare i pensieri sul perché si fosse lì in quel momento.Ebbene, la miglior risposta non è un timido, perché no!Ma un consapevole: perché sì!

uscita 15/6/2008

Finalmente il gruppo si ritrova numeroso e voglioso di fare, eravamo in cinque alla partenza io scattin el sio adriano e marco. Partenza ore 5 da casa , non raccolta la sfida con la campagnolo per tempo troppo incerto e a ragione visto i resoconti della granfondo. Si decide di fare tutte le salitelle verso est fino a Valdagno per poi affrontare campogrosso rovereto baldo e peri fosse nel finale .In sequenza ad andatura turistica fra una battuta e un panino si affrontano torricelle , castagne, mezzane, sprea , altissimo, arrivati a Recoaro fermata panino e coca prima del mortirolo di recoaro. Salita dura con uno sbalzo termico da sotto a sopra notevole , decidiamo visto le pendenze e la lunghezza di salire ognuno col propio passo, arrivati alla cima il dislivello comincia a farsi sentire sulle gambe , scattin praticamente a già dato e decide di venire fino a Rovereto per poi venire a farsi prendere dalla sua dolce metà, i o con gambe legnose , (perche volevo star dietro ad Adriano sulla salita e me son cusinà), sio col propio passo e Marco in difficoltà per il periodo di stop dovuto alla raccolta ciliege, Adriano sembrava appena partito, o quasi. Si scende a Rovereto e comincia a piovere , il cielo si fa sempre più grigio arrivati salutiamo scattin e prendiamo per Mori , rotonda mori sinistra per Verona e dritti si sale sul baldo el sio conduce il gruppo prende a sinistra e saluta, Marco lo segue , rimango spiazzato rifaccio la rotonda Adriano mi segue e si sale. Qui comincia il bello, tempo di merda pioviggina , freddo, gambe cotte, forse in queste ultime settimane ho chiesto troppo al mio fisico e mi sto cucinando? ma è propio questo che mi attrae l'estremo del propio io quando non ne hai più quando la voglia di mollare è tanta, quando la salita che devi affrontare sai che forse ti sconfiggerà, si lo sò non sono tanto normale ma ritengo che siano emozioni per pochi eletti. Arriviamo a Brentonico abbastanza a posto , il tempo no, sempre più freddo e pioviggina sempre di più, quando sono in questi condizioni estreme il mio cervello di solito comincia a macinare ricordi di percorsi fatti e in un piccolo cassettino sbuca un giro di parecchi anni prima che avevo fatto la salita di polsa e che poi cera un passo sterrato che passava dalla"forcella inferno" per poi scendere a san valentino , al volo propongo il giro ad Adriano che senza pensarci due volte dice : andiamo ma non sen mia tanto normali. 10 km ci separano da Polsa , fatti tranquilli con fermata per mangiare qualcosa con questo tempo si consuma parecchio bisogna mangiare tanto, visioni di una bella pasta un bel tè caldo mi perseguitano ma mi accontento dei miei panini del giorno prima. Polsa luogo turistico pieno di gente tutti ai bar perche fuori sembrava di essere !!!! nebbia, freddo, e pioviggina sempre di più ,o piove non lo so , di sicuro non diluvia. Comincia la famosa stradina , sotto lo sguardo di alcune persone perplesse nel vederci. la strada è bellissima appena asfaltata si inerpica sul passo"inferno" panorami stupendi si aprono davanti di noi ci sono anche due tratti di sterrato , mucche al pascolo , quelle si che lega fisico li fora tranquille sotto l'acqua senza tanti spolverini. Arrivati sopra mi sembrava ti toccare il cielo con un dito , o forsela nebbia . Si scende a san valentino e giù fino a Avio dove ci fermiamo per bere mangiare un bel gelato caldo. Non piove più percorriamo i km che ci separano da peri in scioltezza vestiti per scaldarci un pò. Imbocco peri fosse 190 km fatti 4700 m ds , ci svestiamo e su, domata in 53 minuti , spolverino ,casa.220 km 5500 mds , con questo giro ho chiuso la preparazione per la super coppi basta salite fino al 27 giugno dove spero di compiere il giro in salita più bello della mia vita, l'impresa di una carriera ciclistica di un scalatore , e pensare che io scalatore non sono. Ciao alla prossima.

la granfondo cunego

Dopo circa due anni di assenza dalle granfondo decido di isrivermi alla cunego !!!Decido di fare una trentina di km prima della partenza visto che si parte alle 9 orario che di solito o già fatto minimo due ore di bici Arrivato alle 8.20 mi metto in griglia dal 1000 al 3000.un caos da panico , dentro di me dico " ma chi me l'ha fatto fare divenire in questo casino " Nell'attesa comincio a chiaccherare con un ciclista che ha il gps garmin installato sulla bici , prossimo mio acquisto .Pronti si parte prima che i miei piedi si aggancino ai pedali passano circa 10 minuti, nei quali ne ho viste di tutti i colori " insulti, cadute, adirittura due si sono fermati e hanno cominciato a menarsi. Il biscione si allunga al semaforo per la valpantena , 53 /13 mai sotto ai 40 orari e i 170 battiti fino a lugo. Meno male si sale da li è cominciato il divertimento mai più um metro di piano fino all'arrivo , salite non con grosse pendenze ma lunghe e con continui cambi ritmo, ci sono stati anche un paio di temporali nel mezzo ma niente di particolare .Che dire penso che sia la prima e l'ultima di quest'anno non fanno per me è molto più divertente fare randonnee. All'arrivo trovo el sio che mi aspetta e assieme percorriamo altri 25km in tranquillità con dentro la grezzana montecchio .Totale 210 km 4000 mds.
Ciao alla prossima

uscita 1 giugno

Ciao ragazzi vi racconto l'uscita del 1 giugno.Visto l'impossibilità di andare a fare la 600 dei briganti decido dipartire domenica presto,partenza da negrar ore 4 ancora indeciso cosafare !!! intanto andiamo al lago poi si vedrà, c'è ancora buio provoil fanale son ( dinamo sul mozzo) incredibile fa una luce tipomotorino, nel tragitto trovo un sacco di ragazzi che tornano dalladiscoteca e delle pattuglie dei cana .Arrivo lungolago comincia albeggiare costeggio il lago fino a Torboleuno spettacolo,un continuo cambio di colori i primi raggi del soleche formavano dei riflessi magici .Arrivato a Torbole penso che è parecchio che non faccio il santabarbara,vado a Arco e si sale, bella tosta non la ricordavo cosìdura ,anche perche avevo la bici a pieno carico autosufficienzatotale da non fermarsi mai se non per prendere l'acqua alle fontane.La gamba è buona e il nervoso che avevo per la mancata trasfertalascia spazio a stupendi panorami sul lago.Arrivato alla cima mi fermo alla fontana e mangio un panino .Mentre mangio penso che sarà una giornata calda , bisogna bere molto.Nella discesa provo la ruota che mi ha fatto tanto tribolare ilsabato prima sembra che regga ,al primo paesino giro a sinistra escalo il bordala e il bondone salite con pendenze continue sul 10% equalche strappo al 15% nel salire trovo un grimper trentino che miaccompagna fino alla cima ( abita nel paesino di simoni).Giù in picchiata a Trento saluto massimo e prendo la ciclabile fino amori naturalmente vento contro e tanti cialtroni che facevano perdereil ritmo esco e inforco il baldo, prima di brentonico trovo unragazzo di rovereto che andava fino a san giacomo , mi aggregoparlando mi confessa che è sempre stato affascinato dalle randonnee,ma ci vuole fisico e testa per fare certe cose, io ribadii più testache gambe . Il caldo comincia farsi sentire e le pendenze dopobrentonico si fanno sentire sulle gambe saluto roberto a san giacomoe con passo da turista e musica nelle orecchie arrivo al passorifugio graziani, fermata ai dossioi per rifornimento acqua giù inpicchiata fino a avio , val d'adige naturalmente vento contro fino arivalta dove mi fermo a bere una coca prima della peri fosse ,comincio la peri fosse con 250 km ,4800 mds nelle gambe e un caldoterribile, mai andato sopra ai 11 orari fatta in 55 minuti , giù agrezzana , montecchio quinzano e scarico tranquillo fino a casa.In totale 300 km e 6000 m ds .Bel allenamento in vista della super randonnee coppi, niente davedere con la 600 dei briganti ma forse più adatta per preparare lacoppi, salite lunghe e altitudine .Ricordo a tutti che domenica io vado a fare la cunego in gara e ladomenica dopo il 15 la campagnolo fuori gara.ciao alla prossima

resoconto la matildica

Eccoci tornati dalla matildica , meta ambita era da due tre anni cheel sio aveva nel mirino quel percorso e finalmente siamo andati.Che dire a rispettato in pieno le aspettative posti stupendi , salitetoste con in mezzo tutta pianura francese o sarda e adesso anchematildica che ti cucina per bene.Partenza da casa ore 4,45 arrivo a reggio ore 6 , prevista partenzadalle 6 alle 7 , siamo arrivati alla partenza alle 6,20 tuttipartiti!! va be, vorra dire che la facciamo da soli dico io!!!!primi 20 km abbastanza piani si parte allegri fino sotto la primasalita dove el sio in maniera educata el me manda a quel paese,Si cala il ritmo per stare insieme e anche perche il paesaggio èveramente splendido qualche foto fatta al volo da Marco , si passanola chiesetta della Madonna della battaglia e poi il castello diCanossa con un magnifico panorama sulla pianura .Si scende per poi prendere la lunga salita verso il passo delLagastrello : salita lunga con un continuo su e giù intorno ai 700metri di quota fino ad arrivare ai 1200 del passo,Arrivati al passo troviamo un vecchio amico di avventura Boschi Marcoche decide di aggregarsi a noi .Dal passo sci scende in toscana in mezzo a distese di oliveti fino alborgo medievale di Fivizzano da dove inizia la salita per il passoCerreto: 18 km di salita vera .Durante la scalata del passo ognuno prende il propio passo si formanodiversi gruppetti che arriveranno fino a Reggio .Il resto del percorso è un continuo su e giù che mette a dura provail cambio e le gambe, ma ti prepara per le prossime avventure chesaranno leggermente più toste .Ciao alla prossima.

Il mio girosardegna

Tutti ormai non fanno che dire che la Sardegna è bella.Chi l'ha visitata sa della sua bellezza coinvolgente.In Sardegna si ha subito l'impressione di un tempo e di uno spazioterrestre dilatati, proprio dove uno si aspetterebbe di trovarlicircoscritti, chiusi, limitati dal mare, invece lunghi piani, pianorie tavolati,colline con ampi orizzonti.Solitudine, silenzio ,spazi selvaggi e incontaminatiDunque la tua possibile vacanza dall'urbano odierno, in una naturaidillica e in una società ancora ricca di colore locale.Aggiungiamo la bici e il gioco è fattoSanta teresa di gallura fascinosa regina di sole mare e vento tantovento dove volano i falchi , quanti ne abbiamo visti.Il viaggio per arrivare mi portava un pò d'ansia per via deltraghetto avevo paura di stare male , ma per fortuna il mare eracalmo e questa è andata.Arrivati a terra un paesaggio da sogno ci accompagna fino alvillaggio Marmorata che dista tre km da Santa Teresa di Gallura .Il villaggio che dire , molto spartano abbandonato a se stesso masituato sul mare su una collina che compensava l'abbandono.A parte che a un selvaggio come me va più che bene .Il cibo ,tanta scelta, buono e abbondante.Primo giorno si fa la granfondo di sardegna , partenza ore 9.Io e Marco decidiamo di partire circa 45 minuti per non soffrire lapartenza disperata del gruppo evoluti, già il percorso è tracciato epoi anche per guardarci intorno quei luoghi a noi sconosciuti .L'unico paesino che troviamo sul percorso è Trinità d'Agultu il restoimmersi nel verde su e giù per colline e pianure sarde ( simile allapianura francese).Panorami iddiliaci ci accompagnano per tutto il tracciato, piante disughero, falchi era la nostra compagnia.All'80 km dei 125 percorsi ci prendono i prof e da li in poi cidivertiamo a fare gli evoluti.Secondo giorno brevetto costa nordovest, tutti dicevano che l'unicainsidia era il maestrale e purtroppo così è stato.Si doveva andare a Stintino che dista circa 140 km e ritorno ,tutta l'andata ma propio tutta con un vento contrario che il ventoche tira in val d'adige è venticello.Il ritorno in carrozza bastava fare un po di vela e la bici andava dasola .Trecento km però sono sempre trecento km e la fatica si è fattasentire , anche perche l'andatura è stata elevata e specialmente ioche sono rimasto con un terzetto (di evoluti che il giorno primaavevano corso con il chip) sempre la d'avanti è stata da passistoni oda musi , ma mi sono divertito.Marco più saggio e meno agonista anche perche la mattina non stavatanto bene , visto l'andazzo si è svincolato dopo 60 km e si èaggregato al gruppo cialtroni.Il percorso praticamente passava tutta la costa nordovest lungo mareCastelsardo, Porto Torres, Stintino (La pelosa che meraviglia).Paesaggi completamenti diversi del giorno prima ma bellissimi chemare che coste che ci sono .Terzo giorno brevetto costa nordest, 190 km fino a un paesino dopo STeodoro che si chiama Agrustos ( quattro case in croce ) passando daOlbia ( bel porto)e ritorno.Terzo giorno che si pedala sulla pianura sarda il fisico comincia arecuperare con fatica mi ci vogliono circa 70 km per sentire la gambaa posto poi si vola .Marco regge anzi migliora sta meglio e si diverte.Il paesaggio è forse il peggiore che abbiamo attraversato , mai sullacosta mai entroterra ne carne ne pesce classico percorso che troviamoda noi paesini su paesini con traffico .Però c'è stato qualcosa che ha dato un senso alla giornata.Il VENTOOOOO , Domenico un nostro amico sardo ci ha detto che eranoanni che non si sentiva un maestrale cosi cattivo .In certi punti ti portava a spasso , specialmente il finale da incubosembrava di essere sul zoncolan.Quarto giorno riposo si va a gnocche !!!!Quinto giorno la Corsica sud,si parte da Bonifacio ( bisogna prendereil traghetto mare mosso onde lunghe sono arrivato cadavere)SI sale in bici, Bonifacio ,Porto vecchio monte Bavella e ritorno .180 km belli e tosti.Il mare le coste in Corsica non sono paragonabili alla coste sarde mal'entroterra è molto bello sembra di essere sulle dolomiti paesaggialpini con laghetti nella più completa solitudine.Il tracciato era focalizzato sulla salita del monte Bavella 25 km disalita con tratti bei tosti al 10% ,compensato da un paesaggiostupendo .Andatura sostenuta fino sotto il monte poi su ognuno con il propiopasso, quattro chiacchere timbro e via ritorno discesa stupenda dasio poi da Porto Vecchio fino a Bonifacio io e Marco con un terzocompagno abbiamo fatto una cronometro anche perche il paesaggio nondiceva nulla.Sesto giorno si ritorna con gli evoluti per affrontare la granfondocosta smeralda 170 km, come al solito si parte prima circa 45 minutiperò questa volta con amici randonneur, la voglia di pedalare è tantaormai le gambe girano da sole si parte a tutta e si arriva atutta ,praticamente ci passano solo pochi prof al 100 km troppoevoluti per aggregarsi il resto tutta in solitaria tra di noi .Il paesaggio stupendo praticamente si faceva la costa smeralda Portocervo Capo d'Orso e per finire si passava sopra Palau(da cartolina).Siamo tornati in compagnia di piante di sughero e falchi e km diposti selvaggi .Peccato che mancava il vento , sarà per la prossima avventura insardegna per fare la parte sud , magari in sacco a pelo e tenda conla mtb , penso che sia fantastico,Ciao alla prossima.