Aiutate Musseu stagione 2013

Fratelli a voi tutti che mi seguite chiedo un'aiuto per compiere i miei grandi viaggi "purtroppo" dettati dalla forte spesa !!!
Fisicamente e mentalmente sono pronto a qualsiasi sfida!

Ma essendo padre di famiglia e operaio non riesco a far fronte. Mi rendo conto che i tempi non sono dei migliori per nessuno, ma basta un piccolo contributo da tanti per realizzare un grande sogno!

Aiutate Musseu "donazione" con paypal ( pulsante qui sotto)

oppure mandando un contributo al Banco Popolare conto corrente numero iban IT43N0503459602000000802317 intestato a Murari Giorgio

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GRAZIE DI CUORE un abbraccio da Musseu

"vivi questo mondo e vivilo con intensità, con passione.Vivilo con totalità,con tutto il tuo essere....e da quella passione, amore e gioia, diventerai capace di andare oltre "

sabato 21 novembre 2009

giro delle foglie morte

Dopo un paio di uscite con la mtb eccomi di nuovo sulla mia adorata specialissima rimessa a nuovo , verniciata e personallizata da " MUSSEU" , cambiato gruppo ,\shimano durace 2009 trovato ad un super prezzo dal mio amico Mognetti.
Tutto venerdi pomeriggio in officina a montare il gioellino , il colore è tranquillo senza tante scritte semplice , naturale , rispecchia il mio essere , adesso me lo sento adosso , in sintonia .
Ore 815 dopo gli ultimi ritocchi andiamo a provarlo su strada , mi infilo in tasca un paio di chiavi a brugola anche se non servirebbe ho un borsello attrezzi che fa invidia ad una officina super attrezzata !!!! e via con Ennio a caccia di avventura .
Ci troviamo con il gruppo davanti al bauli alle ore 9 , arriviamo qualche attimo prima pian piano arrivano tutti , un mega gruppo di una 20° di persone , c'e il Piace la Rosy , Michele , Gianni, Andrea, eccc...ormai comincio conoscere un po tutti non ricordo i nomi ma ormai ci siamo , la sintonia c'è , si respira una bella aria e il cielo è grigio, nebbioso , è previsto il primo tratto del giro verso le basse veronesi , zone che io non faccio mai piatte senza contorno, ma va benissimo ogni tanto ci può stare , via sono le 9 si parte un gruppo di anime nere bianche e arancioni si muovano in mezzo alla foschia ,l'andatura è sul medio allegro giusta per fare strada in fretta ma senza tirarsi troppo il collo , si passano luoghi dispersi in mezzo a canali e risaie stradine strette e vuote, Zevio , Belfiore e altre contrade fino a dirigersi verso i monti della val di Soave , la strada comincia salire leggermente quel 1 - 2 % che rompe il ritmo e le gambe il gruppo si allunga sotto i colpi di Giovanni giovane molto forte , un suo compagno e due traguardini il resto subisce compreso me , piccola salitella che porta in val di Tregnago il gruppo esplode ognuno sale come può e ne ha voglia , già tanto poi ci si aspetta , altro pianone al 2 % e altra salitella che porta a Mezzane di sopra , mentre aspetto "la rete" guardo verso Velo si intravede una bellissima giornata , non c'è freddo il richiamo della montagna mi chiama ,aspetto Gianni che alla partenza mi aveva detto che voleva puntare verso l'alto , uno sguardo fra noi , proponiamo al gruppo la variante nessuno coglie , o sono stanchi o devono tornare presto ,io come al solito non insisto perché mi sembra di dare fastidio , via verso l'azzurro, ciao ragazzi alla prossima .
Eccoci io e Gianni di nuovo a vivere la natura in tutto il suo splendore autunnale , la salita verso San Mauro se pur lunga è dolce , l'andatura è ideale per parlare e guardasi intorno , i mille colori che la natura offre in questa stagione e il cielo azzurrissimo ci immergono in un momento bellissimo , San Mauro fermata al mio solito genere alimentari , ormai sono le 12 è ora di un bel megapanino e una coca , piscia....e pronti per affrontare l'ultimo strappo prima di Velo .
Velo poche persone per strada la stagione invernale deve ancora cominciare si intravede solo poca neve sulla punta del Carega il resto un dipinto variegato ,rosso,arancione,verde,giallo,grigio,marrone , inondato da pallidi raggi di sole , il momento è magico un clima perfetto ,compagnia anche, traffico assente .
Adesso ci aspetta tutto lo splendido altopiano fino a Fosse , un dolce saliscendi a parlare e a guardarsi intorno con pausa caffè a Boscochiesanuova per sistemare la ruota posteriore che si è rotto un raggio , foto tante foto per immortalare il momento , senza accorgersi eccoci a Fosse ,breve strappo variante fiamene e giù in picchiata a casa , eccoci di nuovo in un grigiore inospitale e mi aspetta una serata passata a lavorare , ma sono carico di energia dopo 143 km e 2000 mds passati con madrenatura

lunedì 16 novembre 2009

mtb

Ore 7 del 16 novembre , da qui parte la preparazione per l'obbiettivo numero 1 del 2010
( se la schiena regge) " naturaid trentino " gara estrema in mtb : 400 Km con 15.000 m di dislivello, in tappa unica :http://www.mauriziodoro.it/NATURAID%20Trentino.htm
Dopo un'abbondante colazione , con un tempo tipicamente invernale, grigio e piovoso vestito a festa per le migliori occasioni " da palombaro" esco con la mtb .
L'obbiettivo è per prima cosa entrare in simbiosi con questo mostro a ruote grasse che per troppo tempo o abbandonato per poter preparare il granbrevetto randonnèe " european challenge " portato a termine con la l.e.l. , di quest'anno , una grande sodisfazzione ma è ora di voltare pagina ed avventurarsi in nuovi obiettivi , qua la sfida si fa ancora più dura , speriamo che il mio fisico regga la "follia mentale" che li sto proponendo !!!!

Si incomincia con un dolce su e giù per la valpolicella in mezzo al fango, bellissimo !!!! mi sembra di essere tornato bambino , che bello poter giocare con le pozzanghere , dopo pochi km la mia sagoma è già inriconoscibile e sono tutto sudato imbavagliato da quella divisa in gorotex che non permette la traspirazione ideale .

A Pedemonte torno sull'asfalto per un breve tratto fino a san Pietro Incariano dove parte un dolce sterratino che mi porta sulla ciclabile del canal bifi ormai tutta asfaltata , non piove più ma resto vestito, punto dritto verso Rivoli , dopo aver lasciato il bifi si passa in un meraviglioso bosco di mille colori , fino a Rivoli , il tratto è tutto asfaltato e stanno ultimando anche il tratto che porta da Rivoli alla val d'Adige ,ormai la ciclabile è quasi conclusa ,per questa estate sarà bella pronta da percorrere , fuori da smog e caos , fantastico .
Arrivato a Canale prendo la salitella su asfalto che porta alle Zuane , quanto è duro da menare questo mostro a ruote grasse ,bisogna spingere, essere contadini non c'è mai il tempo di relax se non si spinge non si fa strada , alle origini della mia avventura col caval de fero o fatto parecchia mtb , ma gli anni passano e adesso è dura
La schiena lavora in maniera diversa non sei steso come sulla bici da corsa , dovrò rinforzare parecchio la parte superiore per aiutare la mia povera schiena inpaccata da anni di duro lavoro ,
dunque previsto anche sport alternativi , tipo sci da fondo molto compatibile col ciclismo .
35 km fatti si punta verso il lago poi si vedrà , un continuo dentro e fuori da sterratini dolci, se pur la giornata sia spetrale sottili sfumature di mille colori formano magnifici contorni che mi portano fino ad Albare , ciclabile fino a Costermano dove dopo pochi metri di discesa verso Garda decido che è ora di tornare 45 km fatti , ritorno a giocare con fango e pozzanghere , sono diventato monocolore tutt'uno con la bici , va bene entrare in simbiosi con la bici a ruote grasse ma !!!!
La schiena comincia a farsi sentire si fatica a spingere , arrivo a Sega dove riprendo la ciclabile , finalmente riesco a pedalare un po agile, rotondo, la gamba si riarma e si vola verso la diga del Chievo , lung'Adige, per poi riprendere "a giocare "fino a casa dove arrivo con 90 km e tanta fatica fatta se pur il dislivello sia poco , questo mostro a ruote grasse è duro da addomesticare , un nuova sfida è partita ,una nuova avventura ai confini dell'oltre .

domenica 8 novembre 2009

memorial Luca Avesani

Eccoci qua a ricordare uno di noi, che con passione viveva sul caval de fero tante emozioni, Luca Avesani, sono dei momenti particolari dove qualsiasi "razza" di ciclista dal più evoluto al randagio come me , si ritrovano per vivere la bici solo per amore verso lo sport e nel ricordo di chi amava lo sport .
Ore 8 ritrovo a Bussolengo al solito posto , la giornata non promette niente di buono c'è un forte vento e un cielo grigio minaccioso , quattro cani per strada la maggior parte se n'è rimasta a letto i ciclisti veronesi sono ancora legati a medie,chip, non colgono il piacere di sfidare se stessi i propri limiti fisici e mentali e immergersi con l'anima nel profondo di madrenatura e delle sue avversità.
8,30 si parte siamo una cinquantina , non piove in lontananza si vede il monte baldo ricoperto di neve, dove sicuramente sta piovendo o nevicando ,noi in linea d'aria dobbiamo andare la, a Malcesine proprio sotto sua maestà.
L'andatura è gradevole come la temperatura trovo parecchi amici con il quale divido ricordi di questa stagione e progetti del 2010, i km scorrono velocemente arriviamo in planata a Garda dove ad attenderci c'è la madre di Luca , applaude "il suo Luca" un tuffo al cuore mi giunge ,vorrei poter ....... ma tutto quello che posso fare è questo ,ricordare con amore .
Il lago si mostra in tutta la sua grandezza è bellissimo !!!! quando è così agitato, inquieto , molti selfirsti sfidano il forte vento , cominciano le prime gocce di pioggia e le prime inversioni a u , rimaniamo una trentina , l'organizzazione decide che a Brenzone si ritorna è inutile rischiare , molti ciclisti non sono attrezzati
Eccoci al giro di boa , ma io non posso fermarmi devo andare fino a Malcesine , il vento aumenta , una leggera piogerellina accarezza il viso , bello bellissimo non si fa strada non supero i 28 orari e la schiena comincia a far male , ma è troppo bello questo momento , arrivo a Malcesine fermata per qualche foto , panino, mi vesto , un pensiero a Luca e via verso il ritorno , vento a favore si vola sempre sopra ai 40 orari mi fermo spesso a scattare foto e a ammirare il Garda fino a Bardolino , non piove più ma il vento è sempre forte e si mette di traverso , sono vuoto e stanco si fatica ma pian piano eccoci a casa , 130 km fatti , ciao Luca.

domenica 1 novembre 2009

è ora di riflettere sul nostro futuro

Lo sport ancora oggi, possiede una forza attrattiva e propulsiva di tale energia da poter incidere in modo straordinario sulle sensibilità ed emozioni di milioni di persone i tutte le età. D’altra parte, però un po’ come tutte le società, anche lo sport si interroga oggi su quali debbano essere i suoi principi guida e su come testimoniarli. Se da una parte lo sport professionistico è sottoposto alle logiche di denaro e dello spettacolo, dall’altra è profondamente in crisi proprio perché ha perso di vista le inquietudini e le domande che da sempre lo nutrivano, quali, ad esempio: che tipo di persona formare, quali valori proporre,in che misura essere scuola di vita per favorire la crescita della persona ? purtroppo le ragioni della crisi sono di natura etica e antropologica. La ricerca a tutti i costi del successo e del potere conduce a comportamenti sleali, tentativi di corruzione, inganni, volontà di prevalere ad ogni costo. Non mancano sociologi che affermano che il successo, la fama e la ricchezza e il potere imposti come nuovi “valori” arriveranno, a motivo della loro incidenza sociale, a condizionare profondamente la vita dei ragazzi del nostro paese e anche della nostra Federazione. Altri studiosi affermano che lo sport sta perdendo tutti i contenuti simbolici e che c’è sempre meno spazio per i comportamenti gratuiti. Una tale emergenza impone da parte nostra una riflessione su un rinnovato codice etico. I nostri padri Hanno costruito e promosso un sistema sportivo unico al mondo, avendo ben chiaro il modello della persona alla quale si rivolgevano e di società civile che si voleva costruire. Oggi, con la stessa forza progettuale, noi siamo chiamati a lanciare una nuova proposta sportiva ed educativa , che possa indicare le linee del sistema sportivo del XXI secolo .
Lo sport ha sempre parlato con il cuore. Grandi eventi nazionali ed internazionali hanno da sempre prodotto emozioni collettive, hanno appagato l’istinto e il desiderio di benessere di milioni di persone. Ma oggi lo sport ha bisogno dell’irruzione di un nuovo umanesimo. Ciò che le persone, specialmente i giovani, chiedono oggi allo sport di dare innanzitutto senso alla loro vita. Per essere socialmente significativo, allora, lo sport deve diventare principio generativo di relazioni, stile di vita,comportamento, dialogo, partecipazione, cittadinanza attiva.
Si tratta di un assunto che nemmeno le istituzioni hanno chiaro, cosicché lo sport viene preso in considerazione solo quando costituisce attività economica. Noi però sappiamo che accanto al ruolo economico, c’è sempre un valore sociale che non possiamo non considerare. E’ necessario impegnarsi per una pratica sportiva che non punti soltanto alla quantità (avere un’Italia che fa sport) ma alla qualità sociale delle esperienze che propone (avere uno sport che contribuisce a fare l’Italia): Al centro di questo orientamento c’è il fondamentale valore delle società sportive e dei club: In essi, l’importanza formativa dello sport acquista la sua dimensione di maggior efficacia, poiché diventano luogo dell’orientamento, dell’ascolto, dell’accoglienza e del recupero. Occorrono società sportive che non siano solo club di servizi, ma scelgano i essere comunità di persone che condividono, nello sport e oltre lo sport, importanti percorsi di vita orientati ai medesimi valori fondamentali. . Occorrono società sportive non chiuse in se stesse: dinamiche, sempre in ascolto con i bisogni umani ed educativi del territorio, aperte alle collaborazioni ad altre realtà. Un punto fondamentale è sviluppare la propria appartenenza al territorio. Il luogo educativo deve essere percepito dalla comunità che abita il territorio come un elemento di forza, una presenza capace di intensa valenza simbolica, capace di accogliere, orientare, allenare, dare speranza e aiutare i giovani a costruire il proprio progetto di vita. Non c’è proposta educativa che non debba integrarsi con i territorio. Non c’è possibilità di “correre” da soli; c’è bisogno di lavorare in rete, con attenzione reciproca, con sguardo benevolo e positivo sul lavoro altrui. E siccome molti di questi valori, fondamentali e portanti per le società sportive di ieri e di oggi sono ormai allo stato di disfacimento, occorre costruire un luogo educativo che sia un luogo di relazioni significative. Bisogna lavorare per creare una nuova generazione di educatori, allenatori, dirigenti, capaci di non accontentarsi di ciò che è facile o scontato, ma desiderosi di mettersi in gioco nel rapporto con l’altro. Questa passione legata alla generosità del cuore difficilmente si può comprare o vendere. Lo sport ha bisogno di educatori no prestatori d’opera. Dobbiamo chiedere loro di essere ben più che maestri di un gesto tecnico ma di mettersi al sevizio di un nuovo progetto sportivo. Se volessimo sintetizzare il ruolo più vero dello sport, diremmo che esso consiste nell’educare al valore della vita attraverso una competizione virtuosa. Ma nello sport come nella scuola si riflette l’orrore che il concetto di autorità suscita in quasi tutti gli ambienti della società. Si confonde l’autorità, e quindi il potere che essa potrà inevitabilmente con sé, con la mera capacità di esercitare una coercizione, quasi che l’altro sia un semplice oggetto di cui disporre. Il potere può anche essere la capacità di esercitare una coercizione che non richiede il consenso dell’altro, perché lo tratta come un oggetto di cui disporre. L’autorità è, invece un appello rivolto a qualcuno perché compia un atto libero di consenso che si traduce in un ascolto e si realizza ultimamente nell’obbedienza. Quest’ultimo è insignificante di fronte al mero potere, che non ha bisogno di imporsi, ma è indispensabile per l’esercizio dell’autorità, che vive in questo riconoscimento. Solo una persona libera può obbedire.

Massimo Contaldo