Aiutate Musseu stagione 2013

Fratelli a voi tutti che mi seguite chiedo un'aiuto per compiere i miei grandi viaggi "purtroppo" dettati dalla forte spesa !!!
Fisicamente e mentalmente sono pronto a qualsiasi sfida!

Ma essendo padre di famiglia e operaio non riesco a far fronte. Mi rendo conto che i tempi non sono dei migliori per nessuno, ma basta un piccolo contributo da tanti per realizzare un grande sogno!

Aiutate Musseu "donazione" con paypal ( pulsante qui sotto)

oppure mandando un contributo al Banco Popolare conto corrente numero iban IT43N0503459602000000802317 intestato a Murari Giorgio

per info email giorg9@alice.it, cell +393394738161
GRAZIE DI CUORE un abbraccio da Musseu

"vivi questo mondo e vivilo con intensità, con passione.Vivilo con totalità,con tutto il tuo essere....e da quella passione, amore e gioia, diventerai capace di andare oltre "

lunedì 27 ottobre 2008

giro della valle

Dopo circa un mese di stop per vendemmia,( scarico con potenziamento parte superiore )riprendo in mano la bici , la cottura è tanta 13 ore di lavoro al giorno per un mesetto ti sistemano come un bella rando aggiungiamo che dopo l'eroica non si è pedalato e il gioco è fatto.

Dunque riprendiamo tranquilli con un bel giro della valle con amici un 140 per riprendere il ritmo e prepararci per il trittico di dicembre ( punta veleno, sdruzzina, peri fosse).

Partenza ore 7 15 da negrar siamo io ennio e renato a sega recuperiamo nicola un bel quartetto di cialtroni dei quali due non hanno mai fatto il giro della valle.

Si pedala tranquilli raccontando l' eroica al gruppo , clima ideale è autunno un tripudio di colori, profumi e sapori, gli alberi si tingono delle sfumature più calde e accese del rosso, del giallo e dell'arancio, a questa festa cromatica si uniscono i cachi carichi di frutti e gli stormi di uccelli che solcano il cielo uno spettacolo.......

Si arriva al lago splendidi panorami nettamente migliori di quelli estivi, anche l’acqua è molto più limpida e pulita, un gruppone di ciclisti si ritrova a garda per fare il giro della valle , si passa senza fermarsi già ci prendono di sicuro , andatura regolare sui 35 orari vento leggermente a favore , mi sembra di stare benino anche se il battito è troppo alto sintomo di poco allenamento, si arriva a malcesine il gruppone ci deve ancora raggiungere decidiamo di fermarsi pausa caffè , nicola poco allenato decide di ritornare è troppo tardi , vedo in lontananza il gruppone si parte dopo pochi metri ci prendono io sto sempre benino decido di stare d'avanti con l'uomo nero ( ciclista che trovo sempre lungo lago vestito di nero con bici di colore nero , pedala con rapporti impossibili max 30 pedalate al minuto un personaggio) l'andatura sale si viaggia sui 40 orari il battito sale le gambe cominciano a dare sintomi di cedimento ma non mollo voglio distruggermi mi trovo a tirare non mollo anzi aumento il cuore va fuori giri ma non mollo arriviamo a torbole, si gira a destra saluto gli amici e attendo ennio e renato salgo molto piano non arrivano !! , arriva una telefonata è ennio!!! ha forato cambia la ruota e ritorna dal lago con renato , riparto accodandomi a un gruppo arriviamo a mori dove si fermano per pausa pranzo, io decido di non fermarmi proseguo da solo tranquillo ammirando l'autunno a avio prendo un ciclista che mi trascino fino a rivalta ,dove arrivo praticamente con le gambe finite giro a sinistra per peri ,la mente vorrebbe fare la peri fosse, passo sotto il cavalcavia dell'autostrada piccolo strappo per raggiungere la statale , salgo ? ma molla un po testone!!!!!! lascia respirare quel povero fisico , prendo per domegliara, vengo raggiunto da due ciclisti , ci trasciniamo fino a casa dove arrivo con 150 km media 31,5 , da cialtroni !!!

mercoledì 8 ottobre 2008

eroica resoconto di Angelo

L’EROICA:
La mia avventura eroica inizia il 4 ottobre 2008 intorno le 13.00 a S.Maria di Negrar dove mi sono aggregato al glorioso gruppo di Randonnèe Negraresi (capitanati dal “randagio vip” Giorgio Murari) alla volta di Gaiole in Chianti. In verità l’eroica per me era iniziata molto prima, ovvero dal momento in cui Angelo Cottini illustre collega e capo mastro per coincidenza di S.Pietro Incariano (vicino a S.Maria di Negrar) mi fece trovare in cantiere la bicicletta eroica che cercavo. La sua vecchia bici da corsa con tanto di adeguata polvere ed altrettante ragnatele. Tali da non intendere sia la marca sia l’anno di costruzione. Sinceramente rimasi freddo alla circostanza. Ma una volta a casa e dopo una bella ripulita passando con straccio ed alcol ogni minimo particolare ogni piccola parte di componente scoprivo che si trattava di una bicicletta ancora perfetta nei sincronismi e nell’estetica delle cromature. E’ stato in quell’attimo che per me ebbe inizio “l’avventura eroica”. Da quel momento in poi piano piano mi saliva l’emozione e la voglia di partecipare a questo avvenimento. Dovevo scoprire l’anno di costruzione e la marca di questa bici e dopo qualche ricerca ci riuscii. Si tratta di una GRANDIS del 1975. Successivamente iniziava la ricerca di un adeguato abbigliamento sempre di epoca simile. Recuperai quindi scarpette in pelle Corvaro, caschetto e un glorioso completino in lana della Salvarani originale di Pietro Guerra (ringrazio di cuore gli amici Eugenio e Dario). Tutto risultava perfetto, adeguato, non potevo chiedere di meglio per partecipare a questo mitico evento. Tranne un dettaglio, la preparazione fisica. Passava il tempo si avvicinava il 5 ottobre e riuscivo ad allenarmi sempre meno. Praticamente da Luglio non mi sono più allenato, come si è visto nella granfondo avesani dove i miei compagni di squadra mi hanno tirato su per tutta la perifosse… Un disastro, ero demoralizzato ma la dovevo fare. Dovevo partecipare all’eroica anche solo per il percorso corto. Arriva la mattina del 4 ottobre. Come spesso succede preparo all’ultimo momento l’affardellamento eroico e scopro che mi sono scordato la pompa (quella lunga da mettere sul piantone della bici, che mi aveva procurato Eugenio) e i guantini. Preparo la borsa, carico la macchina e parto per Negrar. A Domegliara passo davanti a Fontana dove trovo pompa e guantini. Ci siamo, ho tutto perfettamente al suo posto. Prendo coraggio. Si parte…
Caricato il camper di Adriano, io, Giorgio, Marco, Gianfranco (el sio) e lo stesso Adriano, dopo tre ore siamo nel Senese e dopo qualche curva ribalta stomaco arriviamo a Gaiole in Chianti. Sembra a prima vista la vigilia di una comune granfondo. Ma non appena girato l’angolo del municipio dove nel retro si radunava l’organizzazione dell’evento eroica, rimasi quasi imbarazzato. Sembrava il tempo fosse stato fermato. Gente dappertutto con bici ed abbigliamento d’epoca, mercatini improvvisati di qualsiasi pezzo, bici, abbigliamento di una certa data. Si respirava un’aria fresca, pulita rimasta incontaminata!
Ritiro dei numeri , giretto tra tra le bancarelle d’epoca, passeggiata in Gaiole e poi sul camper per la cena. Nel frattempo ci raggiunge Mauro un altro randonnèe e tra un racconto e l’altro si mangia tutti insieme. La notte sarà corta per una giornata molto lunga quindi meglio rintanarsi sotto coperta di buon’ora…
Sveglia alle 5 e si è dormito veramente poco, apro la porta del camper e dal buio una lama di freddo ci assale. Aiuto, c’è solo 1 grado, da ritornare subito in branda!
Adriano come per la cena ci prepara a tutti la colazione, che personaggio. Poi di riffete e raffete ci infiliamo le belle (e calde) maglie di lana accendiamo i fanali e via di corsa (nel senso di corsa a piedi per scaldarsi) verso la partenza. Timbriamo alle sei in punto, c’è buio, troppo freddo e non si capisce neanche dove si deve andare… seguo i fanalini e spero che la situazione migliori, che faccia chiaro, che venga il sole!
Un’oretta scarsa e si intravede il chiarore, inizia la salita e poi il primo sterrato in discesa. C’è ancora troppo buio per vedere dove si mettono le ruote ed allora tutti dietro al Sio!
Si intravede Siena, si prende confidenza con gli sterrati e con gli aspri saliscendi del chianti. Una meraviglia, la situazione risulta difficile da spiegare, forse non è da spiegare, è li e noi siamo li…
Primo ristoro e controllo, ci timbrano alle 8.25, poi finalmente si mangia e si beve roba calda. Si riparte e comincio a pensare al bivio per il percorso corto. Ragiono, calcolo, in due ore e mezza abbiamo fatto 48 km cosa ci aspetterà oggi? Ho deciso per il corto sento già ora un pò di stanchezza ed aspetto il bivio al 60° km per salutare la compagnia. Eccolo, mi viene da piangere a girare, siamo un gruppetto di una trentina e nessuno gira… Perché non giri mi dicono io rispondo così di getto: “va in cul no gira nessuni me toca tirar drito” … man mano che passano i km prendo sempre più coraggio, ci provo sono qui, sempre avanti poi si vedrà. Si ride si scherza si parla si pedala si… assapora l’evento, la compagnia è ideale è perfetta.
Quasi in cima alla salita di Montalcino Marco stramazza per terra di colpo. Cos’è successo? Si rialza e vedo che cammina con il puntapiede ed il pedale attaccato, si è spezzata di netto la pedivella. Peccato, dobbiamo lasciare un compagno di avventura, non c’è altro da fare. Raggiunto il rifornimento di Montalcino ci salutiamo e ci diamo appuntamento al camper!
Giro di boa, giù, su, polvere, dov’è l’asfalto? Poco asfalto, tanto sterrato, si viaggia a 19/20 di media e non si fanno chilometri. Ora di pranzo (12.45) e si sosta piacevolmente all’agriturismo Pieve a Salti dove troviamo ogni ben di dio compreso un caldo e sognato sole. La ribollita come le bruschette vanno giù con piacere, è un banchetto infinito e ci si concede anche un bicchiere di buon chianti. Ormai 120 km sono alle spalle ma è ancora lunga. Giorgio dice che il resto è facile ma subito un toscanaccio gli risponde: “..e le rampaccie degli ultimi 40 chilometri dove tu le metti… con la ribollita che comincia a spingerti da dietro…” ci si fa una bella risata e “preoccupati” si continua. Maremma bucaiola, aveva ragione il toscanaccio. Per arrivare al monte Sante Marie (credo si chiami così perché ne vedi più di una) si soffrono parecchio gli strappi al 20% e ormai ci accompagna anche la stanchezza. Si prosegue e ogni tanto i migliori aspettano gli altri e si fa gruppo. Penso sia la chiave della giornata, l’amalgama. Avanti avanti, meno 40, meno 30 meno 20, la media è stabile 19,5 . Perfetto ce la faccio. Manca l’ultima salita, Adriano mi dice: “ dai Angelo te manca la spighetta (torri-albisano) e dopo te si a casa…” E così sia. Fine della salita si deve scendere a Gaiole per la festa, manca veramente poco. Lo sterrato è molto sconnesso sono con el Sio. Si parla e si sorride. Ai due chilometri el Sio fora , imprecazioni, neanche tante, si ripara la ruota e si riparte. Non salgo in bici ho la ruota sgonfia. Ancora imprecazioni stavolta tante. Qualche pompata e giù di corsa, siamo a Gaiole, è quasi sera la gente ci applaude e noi sappiamo il perché. L’ultimo timbro, sono le 18.04. C’è Marco c’è tanta gente, ricomincia a far freddo, ci salutano, ci chiedono, ancora qualche foto. E’ stata un’impresa eroica. Grazie agli organizzatori, grazie agli amici di Negrar che mi hanno trascinato nell’avventura, grazie a tutti gli EROICI dell’EROICA.
Angelo Perbellini

martedì 7 ottobre 2008

eroica 5 ottobre 2008

E arrivato il giorno dell'eroica , siamo in 6 io, Marco, Adriano, Mauro, Angelo, e el sio, poi giu a Gaiole dovremmo trovare Massimo con truppa, totale sei eroici e il mio amico Piero da Torino con altri tre reduci della 1001 miglia.
Partenza ore 13 di sabato 4 ottobre da Negrar in camper ritrovo a casa di Adriano.
E da molto che non pedalo con i miei vecchi compagni di avventura .
Durante il viaggio si parla di quello che è stato fatto in questa stagione e progetti futuri , noto che le nostre strade purtroppo si stanno dividento io sono troppo affascinato dal piu estremo, ma va bene cosi quel poco che si farà assieme sara sempre bello .
In questa avventura abbiamo coinvolto Angelo amico del gruppo lamacart, poco per non dire nessuna esperienza di rando e con poco allenamento ,si è spinto poche volte sopra i 150 km granfondista da gare udace, spinto dalla voglia di conoscere questo mondo .
Arriviamo a Gaiole alle ore 17 che posto ,che gente, che atmosfera ,che freddo!!! , ritiro pacchi qualche foto e video , cerco di prendere contatti con Massimo e Pietro ma avendo alloggi in posti diversi è quasi impossibile condividere questa avventura assieme , restiamo d'accordo di trovarci alla mattina alla partenza ,cosa che non avverrà .
Cena e a nanna domani si parte presto dalle ore 5 alle 7 .
Sveglia ore 5 ,colazione ,faccio per uscire dal camper per scaricare le bici un freddo pungente mi avvolge ritorno dentro e decido con rammarico di non indossare la divisa vecchia da eroico che mi avevo portato troppo leggera e poi sono senza manicotti non posso rischiare , non avendo le borse non posso portare tanto con me peccato.
Partenza ore 6 con 0 gradi ,dopo 10 km il primo strappo,mai una salita è stata così agognata dove finalmente ci si scalda un pò. Il primo sole che illumina paesaggi e borghi magnifici in una giornata che inizia limpidissima,mi sento molto bene, comincio a scaldarmi ma la bici comincia subito a darmi problemi il cambio dietro salta , si puo pedalare solo con il più piccolo e quello più grande beneeee !!! se il buongiorno si vede dal mattino siamo a posto.
Si procede tranquilli fino a Siena scherzando tra di noi e convincendo Angelo a fare il percorso lungo , con noi tutto è possibile e poi visto la preparazione del sio puo venire tranquillamente, dopo Siena un susseguirsi di strappi durissimi, con il fondo molto scivoloso che mi obbligano ad affrontarli da seduto con il 38*13 o 26 il resto non funziona , ci accompagnano fino al bivio tra il percorso da 135 km e quello da 205 km, destra o sinistra Angelo decide per il lungo grandeeee , adesso comincia il duro castilion del bosco salita su sterrato che non lascia respiro grosse pendenze e lunga piu di quattro km, el sio e Angelo cominciano ad accusare il colpo ma si va ,si arriva vicino a montalcino improvvisamente Marco cade da bici el sio gli cade sopra , si alzano pedivella sinistra tranciata a metà ,gara finita per Marco, io intanto continuo la mia battaglia personale col cambio.
Arriviamo al ristoro di montalcino dove salutiamo Marco e come tutti gli alti ristori che abbiamo fatto e faremo una mega mangiata e pausa di circa 20 minuti per far recuperare Angelo e el sio.
85 km fatti ne restano solo 120 il tempo è ora peggiorato, verso le 12.00, minaccia pioggia che però a noi del percorso lungo ci viene risparmiata mentre quelli del corto prendono una bella lavata, un susseguirsi di strappi dentro e fuori da sterrati, paesi da fiaba ci accompagneranno fino al 145° km, dove trovo ferma sulla strada una ragazza che faceva la gara che aveva rotto il copertone , mi fermo mi guarda con due occhi da cerbiatto e mi chiede aiuto, scendo la guardo e gli dico" niente paura sistemiamo tutto" guardo il copertone e vedo che puo reggere non serve cambiarlo ( avevo dietro anche un copertone) prendo una pezza dal borsellino smonto la ruota metto la pezza rimonto il tutto e gli dico" vai a finire la tua eroica" , parto a tutta per riprendere i miei amici di avventura che avevano rallentato per aspettarmi , un grido di gioia da dietro " grazie" prego eroica.
Asciano ristoro prima della devastante salita di monte sante marie dove trovo il mio amico che scrive su cicloturismo ,ci salutiamo e parlando racconto a lui che avevo portato un mio amico a fare l'eroica per la prima volta senza allenamento sui percorsi lunghi e indico Angelo che era stravaccato lungo un muretto che si riposava, incuriosito si avvina e comincia a scrivere dopo 15 minuti erano ancora li che se la raccontavano .
Salita di sante marie un susseguirsi di strappi al 25% con altrettante discese ,delle rasoiate ai muscoli che costringe la maggior parte dei ciclisti a scendere da bici , ciclisti che non riescono a sganciarsi dai puntapiedi e cadono, una battaglia all'ultima energia, el sio per evitare un ciclista che cade finisce dentro un campo di erba dove fora dopo venti minuti arriva sopra la salita, ormai l'avevamo dato per disperso è come i gatti a sette vite è propio un'eroico.
Ci aspettano ancora due salite e un mangia e bevi , più mangia che bevi in mezzo a un splendido bosco secolare, comincia la salita di vagliagli su sterrato ormai trovi cottura ovunque ma tanta voglia di arrivare , gente che ti chiede quanto manca , gente che spinge la bicicletta , ma tanta voglia di arrivare , siamo sopra la salita Angelo mi chiede se è finito il duro , io gli rispondo che ormai è fatta è un'eroico, el sio risponde " si finia le adeso el belo" , e ha ragione per chi non ne ha più l'ultima salita per arrivare a Gaiole e il bosco mangia e bevi diventa un via crucis, ma la voglia di farcela e l'energia che questo posto magico trasmette di fa volare è fattaaaaaaaaaaaa grande SIO grande ANGELO , grande ADRIANO , grande MAURO, grande MARCO peccato ma ugualmente eroico , grazie a tutti i miei compagni di avventura per avermi fatto vivere un'altra avventura indimenticabile.