Aiutate Musseu stagione 2013

Fratelli a voi tutti che mi seguite chiedo un'aiuto per compiere i miei grandi viaggi "purtroppo" dettati dalla forte spesa !!!
Fisicamente e mentalmente sono pronto a qualsiasi sfida!

Ma essendo padre di famiglia e operaio non riesco a far fronte. Mi rendo conto che i tempi non sono dei migliori per nessuno, ma basta un piccolo contributo da tanti per realizzare un grande sogno!

Aiutate Musseu "donazione" con paypal ( pulsante qui sotto)

oppure mandando un contributo al Banco Popolare conto corrente numero iban IT43N0503459602000000802317 intestato a Murari Giorgio

per info email giorg9@alice.it, cell +393394738161
GRAZIE DI CUORE un abbraccio da Musseu

"vivi questo mondo e vivilo con intensità, con passione.Vivilo con totalità,con tutto il tuo essere....e da quella passione, amore e gioia, diventerai capace di andare oltre "

mercoledì 31 dicembre 2008

trittico /peri fosse e..... che fatica !!!!

Bravi ragazzi , siete stati grandi avete concluso il trittico, divertendovi, cogliendo lo spirito giusto, la stagione è finita alla grande.
Io purtroppo non sono andato , succede raramente, ma succede, stavo troppo male, ho provato salire in sella ma ho rinunciato , dopo tre giorni di febbre, raffreddore e mal di gola oggi 31 dicembre mi sento leggermente meglio e allora che si fa !!!!! c'è la peri fosse che mi aspetta , devo finire il trittico , e poi un saluto alla mia amata lo devo, il destino ha voluto tenermi per ultimo , dove trova un'amico come me che per ben 40 volte di quest'anno l'ha scalata , dubito che dopo di me ha qualcuno sia venuto il pallino di andare.
6/ 12 si lavora, saluti super veloci di buon anno con i colleghi di lavoro e via come una fucilata a casa dove mi aspetta Giovanna, la guardo e gli dico " non mangio devo andare a fare la peri/ fosse" mi guarda " sei matto ....... si sei matto" .
Piadina con marmellata e giù per le scale ... vedremo come butta, per le 13 sono in sella , faccio lo scivolo del garage ...che fatica speriamo .
Ho portato con me tutto come dovessi andare al polo nord, non si sa mai!!!
Valpolicella tranquilla , non trovo un cane che mi faccia compagnia , non c'è freddo, viaggio sui 30 orari ma sento che le gambe non girano non c'è spinta...son cotto, il fisico è ancora debilitato. Val d'Adige, il freddo aumenta ma riesco a tenere un'andatura decente, subisco ogni strappo la gamba non affonda , arrivo a peri alla folle media dei 31 orari , fermata per foto di rito al cartello e !!!!! .
Che fatica , che faticaaaa non riesco a superare i 10 orari , la vedo dura, mi guardo intorno , neve e uno stupendo panorama sul baldo mi fanno compagnia , il cielo comincia a coprirsi e il freddo aumenta , non ho più rapporti e sono appena al terzo km , ogni tanto passa qualche macchina, tanti mi salutano sono euforici , stanno andando a festeggiare l'ultimo dell'anno.
A forza di spintoni arrivo al pezzo duro al 7 km dove ho visto come si dice "la madonna" ne vengo fuori... e via dritto a fosse , è fatta sono un grande , che gioia, mi vesto e giù dritti a casa, ho messo talmente tanti vestiti che a - 3 in discesa ai 50 all'ora avevo caldo.
Sono un clown, mi disse. E faccio collezione di attimi. (Eric Boll)

giovedì 25 dicembre 2008

Abbigliamento ideale invernale

Molti di voi mi chiedono qualche dritta per affrontare meglio le uscite invernali , eccovi la mia esperienza

Abbigliamento : Vestire sempre a cipolla con capi tecnici ( gore o simili ) , anche tre quattro strati , mai usare capi pesanti o non adatti, subito può sembrare di stare bene , ma ti fanno solo sudare e quando sei sudato col freddo è dura. Durante l'uscita in base alle sensazioni di caldo o freddo vi vestite , naturalmente in salita levate qualche indumento per poi rimetterlo in discesa , importante è portare sempre due berrette una per la salita più leggera e una più pesante per la discesa , idem per guanti e copriscarpe, se serve mettete tutti e due , portare sempre spolverino in gorotex per emergerza di improvviso maltempo, acqua o gelo e spolverino leggero in winstopper senza maniche , calzini leggeri doppi , se si và in alta quota ricordarsi di portare passamontagna , canottiera di ricambio e calzamaglia leggera.
Per i più temerari che escono con la pioggia portare anche copriscarpe in neoprene , indossarli sopra la scarpa ma sotto i pantaloni , a contatto con la pelle per impedire all'acqua di scendere dai pantaloni alla scarpa, idem con guanti , pantaloni medi o lunghi in gorotex e copricasco in gorotex.

Bici : parafanghi , ci sono in commercio molto pratici , leggeri e a poco costo, copertoncini da 25 mm con tacca per scarico gonfiati a bassa pressione in base al peso, es: 80 kg- 6,5 bar, 70 kg- 5,5 bar.

lunedì 22 dicembre 2008

stagione 2008 in cifre

Mi sono divertito tanto ho riso ho pianto ho faticato, ho vissuto sensazioni ed emozioni uniche a girare da soli, nel silenzio della natura, tra i suoi suoni, odori e colori...

Ringrazio tutti quelli che mi hanno seguito sul blog e mi accompagnano nelle mie avventure.

GRAZIE : Sio , Adriano, Marco, Scattin ( quientetto base) , Mauro che mi ha accompagnato alla 1001 e supercoppi, grazie Max Gaiardelli, gruppo : Lamacart, Bussola, Traguardo Volante, Sportclik, e tutti gli amici rando sparsi per il mondo, in particolare al mio amico Tony Lonero esempio di vita.
In cifre la stagione 2008 : 24mila km, 340mila metri di dislivello con più di metà con bici con peso sui 20 kg, fatta 48 volte la peri/fosse, 8 volte punta veleno, 12 volte la sdruzzinà, 5 volte il baldo da caprino, 4 volte da brentonico,3 volte da avio, giro sardegna 1000 km,1001 miglia, supercoppi, 20 giri con altimetria superiore ai 4000 metri ds e 300 km , granfondo cunego e avesani, temperatura minima affrontata - 10, massima 43
Niente di speciale rispetto a grandi campioni , ma per me 47 anni , lavoro" con tempo libero" ma duro , famiglia con tre figli , ex calciatore e con un peso da portare a spasso di 78 kg, un mezzo miracolo, fatto con tanta passione e impegno.
Questo dimostra che basta volerlo tutto si può fare .
Non voglio polemizzare, " vivi e lascia vivere" è il mio moto, ma forse questo mondo ha bisogno di essere curato, vissuto con gioia, che sia un'aiuto per affrontare la vita in maniera più serena e positiva, senza esasperazione agonistica , senza tante tabelle , peso forma, "cibi" particolari , "giocare a fare i professionisti "
L'importante non è quello che si fà ma come si fà.

domenica 21 dicembre 2008

sdruzzinà 21 dicembre

Come programma oggi si fa la sdruzzinà , c'è da divertirsi visto la splendida giornata che mi si presenta alle ore 7 quando mi alzo e guardo fuori dalla finestra.
Casseggio fino alle ore 9 ,ora prevista del ritrovo , controllo tutto il materiale , bici .

Ore 8.50 sono da boscaini pian piano arrivano tutti siamo i soliti ,quintetto base e aggregati, manca Mauro non ancora pronto a randagiare tutto l'anno e Nicola Bussola .

Si parte come al solito, io scandisco il ritmo tanto da far scaldare le gambe, poi qualche impreco e si và , il motore del quintetto base ormai è super collaudato si sfruttano tutti i cavalli a disposizione .






Val d'adige, poco vento e uno splendido panorama sul baldo ci accompagnano fino a Ala, da dove parte la seconda salita del trittico la"sdruzzinà".
Alzando lo sguardo, ti rendi immediatamente conto di quello che ti aspetta da li a non molto! la salita va affrontata con molto "giudizio", altrimenti si rischia veramente di dover scendere dalla bicicletta, poi fatta in pieno inverno con la neve , è propio da cialtroni.


Per i primi 6 km la pendenza media è fissa al 10%, a parte uno strappo circa 500 metri dopo la partenza al 20%, dove mi fermo per fare qualche foto e vedere come butta , mi accorgo che ci sono vari stati di forma che rendono impossibile affrontarla assieme , saluti e ognuno sale come può , dandoci appuntamento sul passo se i distacchi non sono superiori ai 15 minuti , la carovana si compone in : terzetto di punta io, Adriano e a sorpresa Marco in forma splendida, prudenza e scattovic da soli e poi la rete diretta naturalmente dal Sio ( previsto ristoro ogni 2 km con foto , pranzo al passo con codeghin e pearà) che arriveranno prima che faccia buio, grandee Sio!!!!

Salendo tranquilli togliendo gli occhi dall'asfalto si può gustare uno splendido panorama sulla val d'adige , la giornata è stupenda non c'è freddo , al 6 km dopo una improvvisa impennata al 16%





superata una galleria, la strada spiana , per 400 - 500 metri, fino al km 7 , da questo punto iniziano i 3 km più terribili, con una pendenza media del 11,5% e tratti in cui si sfiora il 20%



accompagnati da due ali di 1 metro di neve voliamo ( 7 km h ) fino a sega, dove si apre la valle in tutto il suo splendore fino al passo ,dove troviamo un'oceano di gente che si diverte sulla neve , fermata di 15 minuti al rifugio , sguardo verso el Sio ( non pervenuto) e via verso casa dandoci appuntamento al 27 sera per la mitica peri/ fosse.


lunedì 8 dicembre 2008

punta veleno 8 dicembre

Bella avventura punta veleno , da 6 anni il giorno 8 dicembre con qualsiasi tempo si fa la salita di punta veleno , ci sono stati anni in qui ero da solo ma quest'anno i miei amici sono stati grandi , pensate all'appuntamento eravamo ben in 10 randagi,"grazie ragazzi ".Partenza ore 8 il termometro segnava -1, eravamo tutti ben vestiti con parecchio vestiario di ricambio, si parte faccio l'andatura io e Nicola si passa la valpolicella, andatura regolare sui 30 orari , si arriva al primo strappo " le olte della sega" si procede tranquilli senza strafare pianificando la stagione 2009 , arriviamo al paradiso terrestre; il quale, per chi non lo sapesse, è il lago di Garda.


Il vento, l’acqua del lago, i silenzi del "rumore" delle onde ci accompagnano fino al famoso bivio dopo Brenzone direzione Castello.
Si comincia la rumba svestizione e , dopo un km prima del pezzo del non ritorno ( dal 2 km fino al 7 km la pendenza non mai sotto il 12% con strappi al 22% ) , ci accordiamo di salire ognuno col propio passo , ritrovo a fine discesa a Caprino , per festeggiare con una cioccolata calda.
Io , Adriano e Mauro scandiamo il passo scattin e Marco ci seguono, il resto sale più tranquillo , andatura regolare dopo 3 km su un tornante troviamo una macchina completamente bruciata , quasi sicuramente qualche pazzo ha provato a scendere e rimanendo senza freni si è schiantato , pensate è quasi impossibile scendere anche in bici troppa pendenza .
Le gambe cominciano a cigolare anche perche è il terzo giorno consecutivo che si pedala, si arriva al 6 km , la neve comincia a riempire la strada , 100 metri e siamo fermi neve su tutta la strada, "che si fa" !!!! , domande da fare "si sale" Scendo e continuo a piedi Adriano mi segue il resto anche , neve ghiacciata sotto i piedi... compatta ,si cammina bene però mancano 4 km al scollinamento speriamo bene" !!!!!
7 km 15 cm di neve si sprofonda, 8 km 25 cm di neve si fatica ci vorrebbero le racchette, scarpe bagnate gambe di legno e bici in spalle , ma si sale il sole riflesso sulla neve forma dei giochi di colori straordinari , tutto è bianco tutto è puro, arriviamo al 10 km sul piano,uno spettacolo unico ci aspetta, aggrappate alla parete della montagna SPETTACOLARI "stallatiti".

Siamo arrivati al passo , troviamo una macchina parcheggiata la strada è sgombra dalla neve , ma ci sono enormi chiazze di acqua ghiacciata , ci vestiamo con tutto quello che abbiamo dietro e scendiamo molto prudenti per un paio di km , poi la strada si fa bella e si vola fino a Caprino, una gustosa cioccolata calda ci aspetta, ci congratuliamo a vicenda per la splendida avventura e felici rientriamo a casa, dandoci appuntamento per il 21 con la sdruzzinà , un'altra grande avventura sulla neve fra amici.

sabato 29 novembre 2008

uscita 29 e 30 novembre

Sabato 29 partenza ore 7 20 con cielo grigio, decido di portare l'abbigliamento da bicinauta e puntare dritto verso il cielo , visto che per le 11 devo rientrare ,trovata neve a quota 800 , arrivato a quota 1550 troppo bello ,troppo freddo, dedica sulla neve al mio amico Tony Lonero, ritorno da urlo numeri da circo fino a quota 800 , domani ci riprovo magari sotto una bella nevicata.
Domenica 30 partenza ore 8 esco guardo il cielo c'è nuvolo, la temperatura è di 8 gradi uno sguardo al monte comun purtroppo la poca neve che è venuta è scomparsa , decido di andare al lago poi si vedrà , porto in tasca abbigliamento impermeabile il cielo non promette niente di buono, vado al ritrovo del gruppo , non c'è nessuno !!! accendo l'mp3 e parto tranquillo , passo i paesi della valpolicella senza trovare nessuno , ponton, cavaion, e siamo al lago , la temperatura è decisamente piu fredda , trovo un ciclista che va verso torri mi aggrego quattro chiacchere, arriviamo a san vigilio comincia a piovere ,il collega mi saluta non vuole prendere l'acqua , anche perche non ha l'abbigliamento adatto , rischia di ammalarsi , mentre mi avvicino a torri una dozzina di ciclisti si affrettano a rientrare , decido di andare fino a malcesine e ritorno un 120 , a Pai mi fermo mi devo vestire da sub l'acqua cade a catinelle, io ho un rapporto davvero molto intimo con la pioggia, ascolto il tichettìo sulla strada e guardo le lucenti fronde degli alberi , mi rilasso e comincio a pensare, a rimurginare, a riflettere, poi il tutto accompagnato dal lago incazzato e triste è un'emozione impagabile , il mio risveglio alla realta arriva quando inforco la torri /albisano nel ritorno la fatica si fa sentire , imbottito con materiali impermeabili ti manca il respiro il fisico suda e non traspira , il battito sale e anche la strada arrivo a Castion e via dritti a casa sotto il diluvio, il freddo, e il pensiero che " sai quanta acqua si prenderà a Londra alla l.e.l., che freddo che farà" dunque eto voluo la bicicleta pedala.

domenica 23 novembre 2008

sdruzzinà 23 novembre

Comincia il freddo , evviva !!! andiamo a sondare le salite più estreme del veronese bella palestra per non trovarsi disarmati quando serve , questa settimana decido di andare a fare le sdruzzinà è molto che non vado , in teoria dovrei fare un po di riposo , giovedi mi hanno aspirato la ciste di baker al ginocchio consigliato riposo per 5, 6 giorni , ma come si fa domare un musseu , impossibile!!!!.
Partenza ore 7.30 da boscaini , previsto vento e freddo, ore 6,30 sveglia, colazione abbondante , guardo fuori è ancora buio ma sicuramente ci sarà bello , ieri sera quando sono tornato dal lavoro alle 0,30 c'era una stellata da paura , albeggia , esco sulla terrazza per sondare il clima ,un cielo limpidissimo e un freddo pungente , guardo il termometro 0 gradi beneee!!!
rientro e comincio a vestirmi mentre penso cosa portare, decido di restare snello senza borse con le tasche piene : passamontagna, caciola di ricambio per scendere, sotto guanti, calze di scorta , ginocchiere, spolverino senza maniche e spolvero pesante, dovrei essere a posto vestito cosi reggo fino a - 5 già testato , via si parte .
Ore 7.30 sono da boscaini aspetto qualche minuto non arriva nessuno si parte , stereo a balla e via , un leggero venticello mi accompagna fino a domegliara , per strada 0 ciclisti ma una gara podistica a san pietro incariano , un sacco di gente.
Arrivo in val d'adige quà il vento non scherza raffiche scomposte mi attraversano da tutte le parti non riesco a prendere il ritmo mi rimetto lo spolvero senza maniche fa freddo , la velocità non supera mai i 30 orari , però che cielo che vista il baldo ricoperto di neve , arrivo a peri saluto la peri fosse ," aspettami festeggeremo il fino anno assieme " arrivo sotto la sdruzzina 43 km fatti e che fatica !!! penso di faticare meno a salire , mi fermo per fare una foto il telefono è bloccato troppo freddo almeno penso, prendo la borraccia per bere impossibile troppo fredda , arrivo alla fontana prima della salita sondo la temperatura dell'acqua è meno fredda della borraccia , bevo un goccio e via , peccato per le foto è una giornata stupenda c'è una vista incredibile e poi sulla sdruzzinà vedi il baldo in braccio peccatoo !!! Si comincia a salire dopo poco si presenta la prima difficoltà un strappo micidiale al 20 % per 500 metri fino al ponte dove spiana al 10% , li trovo due ragazzi che si preparavano per fare il sentiero a piedi che porta sopra , molto bello , mi salutano e " vai fino sopra " si " complimenti " grazie .
Dal ponte km 1 , la salita sale regolare al 10% per 6 km dove parte un 14% per circa 2 km , il silenzio e un falco mi accompagnano .
"Grazie montagna ,per avermi dato lezioni di vita, perche' faticando, ho imparato a gustare il riposo, perche' sudando, ho imparato ad apprezzare un sorso di acqua fresca ,perche' stanco mi sono fermato ed ho potuto ammirare la meraviglia di un fiore , la liberta' di un volo di uccelli, respirare il profumo della semplicita', perche', solo, immerso nel tuo silenzio, mi sono visto allo specchio e spaventato, ho ammesso il bisogno di verita' e di amore, perche' soffrendo ho assaporato la gioia della vetta, percependo che le cose vere, quelle che portano alla felicita' si ottengono solo con fatica e chi non sa soffrire, mai potra' capire."
Arrivo sul falsopiano prima del bosco dove trovo il sole e un po di respiro , prendo fiato c'è un 2 k m da paura che mi aspetta , comincia il bosco arranco ma non mollo la velocita non va mai sopra i 7 orari la gamba mi fa male , ma non mollo la strada è leggermente ghiacciata devo stare attento dove metto le ruote , "dai giorgio ci siamo ultimo sforzo " ritorna il sole e la strada spiana al 10%
sono a Sega di Ala ,tranquillo arrivo al passo, purtroppo il rifugio è chiuso, mi fermo e metto tutto quello che ho ci saranno 3 gradi .
Scendo prudente la strada è sporca e con qualche tratto ghiacciato arrivo a Erbezzo , non ho freddo sono vestito ok, scendo dalle valle di grezzana, ricomincia il vento forte a tratti ti fa sbandare arrivo a stallavena , i gradi sono 10 benee !!! non mi svesto aspetto l'attacco della salita arrivo a Grezzana , rito di svestizione, barretta, si sale parte subito con un 14% ma poca cosa comincio a vedere qualche ciclista, rimasto a volare basso , le alte quote sono solo per le aquile, montecchio, casa .

domenica 9 novembre 2008

Luca Avesani lamacart e ciste di baker

Oggi 9 novembre ore 8 30 memorial Luca Avesani partenza da bussolengo il giro è malcesine e ritorno , non si può mancare è dovuto ,grande Luca questa gente è per tè circa 300 persone .
Da parte mia , la ciste di baker dietro il ginocchio destro comincia a rompere e devo fare qualcosa ( giovedi ho la visita ortopedica) attualmente pedalo con una fasciatura al ginocchio mi sembra di stare meglio .
Vado al raduno con Ennio e Nicola G. , loro girano a brenzone, io non so vediamo come va il ginocchio, appena arrivo trovo un sacco di amici ad aspettarmi quattro chiacchere e si parte , sembra la partenza della gran fondo avesani , macchina inizio e fine gara due moto e ambulanza , vigili che fermano il traffico nei grossi incroci .
L'andatura è tranquilla ,piacevole i panorami autunnali non lasciano scampo ,un tripudio di colori che spettacolo . Parlando, parlando ho perso di vista Ennio e Nicola, ciao!!!! alla prossima , mi aggrego al gruppo lamacart ,grande feeling tra noi , tanti amici di avventura , il ginocchio fasciato da meno fastidio decido di andare fino a Malcesine poi si vedrà .( pagaiando scandisco...i ritmi del mio tempo - un pallido sole alle nubi affacciato curioso mi guarda - la bruma autunnale disegna paesaggi di magia su livide piastre d'onda -lieve scivola la canoa).

Si arriva a Malcesine si fa il giro attorno allo svettante Castello scaligero ed allo storico Palazzo dei Capitani e si ritorna a bussulengo , el Princi del gruppo Lamacart dice " visto che semo quà gira da na parte gira da laltra i km i e sempre quei le meio far el giro della val " lo guardo e gli dico ok vengo , si parte, siamo rimasti in 10 tutti del gruppo lamacart , sono le 10.30 si farà tardi sicuramente e pensare che oggi volevo fare poco molto poco , ma tutto sommato ,ciste a parte è poco fatto in gruppo e con il gruppo Lamacart ancora meno ,persone simpatiche e affiatate fra di loro , cambi regolari ( tira sempre el butel del'86 e Scabari) in un lampo si arriva a Torbole dove ugnuno sale col propio passo fino a Mori ,che panorama su questa salita , che rampa questa salita , fermata al bar del paese dove ci aspetta una simpatica barista, si mangia qualcosa si beve una coca e via lungo la val d'adige a mo cronometro, cambi regolari si vola fino a rivalta dove per un'attimo penso " quasi quasi vado a fare la peri fosse " sto bene, mi sembra di essere appena partito ,ma non si può abbandonare un gruppo così , fermata per bisogni e via fino a corrubbio di negarine dove saluto la compagnia " CIAO RAGAZZI ALLA PROSSIMA SIETE FORTI" arrivo a casa alle 13.15 con 160 km , 31 di media sempre più cialtrone fra poco mi vedrete fare le gare udace su circuito , ma va bene così staccare un pò non fa male , ciao alla prossima cialtronata .

lunedì 27 ottobre 2008

giro della valle

Dopo circa un mese di stop per vendemmia,( scarico con potenziamento parte superiore )riprendo in mano la bici , la cottura è tanta 13 ore di lavoro al giorno per un mesetto ti sistemano come un bella rando aggiungiamo che dopo l'eroica non si è pedalato e il gioco è fatto.

Dunque riprendiamo tranquilli con un bel giro della valle con amici un 140 per riprendere il ritmo e prepararci per il trittico di dicembre ( punta veleno, sdruzzina, peri fosse).

Partenza ore 7 15 da negrar siamo io ennio e renato a sega recuperiamo nicola un bel quartetto di cialtroni dei quali due non hanno mai fatto il giro della valle.

Si pedala tranquilli raccontando l' eroica al gruppo , clima ideale è autunno un tripudio di colori, profumi e sapori, gli alberi si tingono delle sfumature più calde e accese del rosso, del giallo e dell'arancio, a questa festa cromatica si uniscono i cachi carichi di frutti e gli stormi di uccelli che solcano il cielo uno spettacolo.......

Si arriva al lago splendidi panorami nettamente migliori di quelli estivi, anche l’acqua è molto più limpida e pulita, un gruppone di ciclisti si ritrova a garda per fare il giro della valle , si passa senza fermarsi già ci prendono di sicuro , andatura regolare sui 35 orari vento leggermente a favore , mi sembra di stare benino anche se il battito è troppo alto sintomo di poco allenamento, si arriva a malcesine il gruppone ci deve ancora raggiungere decidiamo di fermarsi pausa caffè , nicola poco allenato decide di ritornare è troppo tardi , vedo in lontananza il gruppone si parte dopo pochi metri ci prendono io sto sempre benino decido di stare d'avanti con l'uomo nero ( ciclista che trovo sempre lungo lago vestito di nero con bici di colore nero , pedala con rapporti impossibili max 30 pedalate al minuto un personaggio) l'andatura sale si viaggia sui 40 orari il battito sale le gambe cominciano a dare sintomi di cedimento ma non mollo voglio distruggermi mi trovo a tirare non mollo anzi aumento il cuore va fuori giri ma non mollo arriviamo a torbole, si gira a destra saluto gli amici e attendo ennio e renato salgo molto piano non arrivano !! , arriva una telefonata è ennio!!! ha forato cambia la ruota e ritorna dal lago con renato , riparto accodandomi a un gruppo arriviamo a mori dove si fermano per pausa pranzo, io decido di non fermarmi proseguo da solo tranquillo ammirando l'autunno a avio prendo un ciclista che mi trascino fino a rivalta ,dove arrivo praticamente con le gambe finite giro a sinistra per peri ,la mente vorrebbe fare la peri fosse, passo sotto il cavalcavia dell'autostrada piccolo strappo per raggiungere la statale , salgo ? ma molla un po testone!!!!!! lascia respirare quel povero fisico , prendo per domegliara, vengo raggiunto da due ciclisti , ci trasciniamo fino a casa dove arrivo con 150 km media 31,5 , da cialtroni !!!

mercoledì 8 ottobre 2008

eroica resoconto di Angelo

L’EROICA:
La mia avventura eroica inizia il 4 ottobre 2008 intorno le 13.00 a S.Maria di Negrar dove mi sono aggregato al glorioso gruppo di Randonnèe Negraresi (capitanati dal “randagio vip” Giorgio Murari) alla volta di Gaiole in Chianti. In verità l’eroica per me era iniziata molto prima, ovvero dal momento in cui Angelo Cottini illustre collega e capo mastro per coincidenza di S.Pietro Incariano (vicino a S.Maria di Negrar) mi fece trovare in cantiere la bicicletta eroica che cercavo. La sua vecchia bici da corsa con tanto di adeguata polvere ed altrettante ragnatele. Tali da non intendere sia la marca sia l’anno di costruzione. Sinceramente rimasi freddo alla circostanza. Ma una volta a casa e dopo una bella ripulita passando con straccio ed alcol ogni minimo particolare ogni piccola parte di componente scoprivo che si trattava di una bicicletta ancora perfetta nei sincronismi e nell’estetica delle cromature. E’ stato in quell’attimo che per me ebbe inizio “l’avventura eroica”. Da quel momento in poi piano piano mi saliva l’emozione e la voglia di partecipare a questo avvenimento. Dovevo scoprire l’anno di costruzione e la marca di questa bici e dopo qualche ricerca ci riuscii. Si tratta di una GRANDIS del 1975. Successivamente iniziava la ricerca di un adeguato abbigliamento sempre di epoca simile. Recuperai quindi scarpette in pelle Corvaro, caschetto e un glorioso completino in lana della Salvarani originale di Pietro Guerra (ringrazio di cuore gli amici Eugenio e Dario). Tutto risultava perfetto, adeguato, non potevo chiedere di meglio per partecipare a questo mitico evento. Tranne un dettaglio, la preparazione fisica. Passava il tempo si avvicinava il 5 ottobre e riuscivo ad allenarmi sempre meno. Praticamente da Luglio non mi sono più allenato, come si è visto nella granfondo avesani dove i miei compagni di squadra mi hanno tirato su per tutta la perifosse… Un disastro, ero demoralizzato ma la dovevo fare. Dovevo partecipare all’eroica anche solo per il percorso corto. Arriva la mattina del 4 ottobre. Come spesso succede preparo all’ultimo momento l’affardellamento eroico e scopro che mi sono scordato la pompa (quella lunga da mettere sul piantone della bici, che mi aveva procurato Eugenio) e i guantini. Preparo la borsa, carico la macchina e parto per Negrar. A Domegliara passo davanti a Fontana dove trovo pompa e guantini. Ci siamo, ho tutto perfettamente al suo posto. Prendo coraggio. Si parte…
Caricato il camper di Adriano, io, Giorgio, Marco, Gianfranco (el sio) e lo stesso Adriano, dopo tre ore siamo nel Senese e dopo qualche curva ribalta stomaco arriviamo a Gaiole in Chianti. Sembra a prima vista la vigilia di una comune granfondo. Ma non appena girato l’angolo del municipio dove nel retro si radunava l’organizzazione dell’evento eroica, rimasi quasi imbarazzato. Sembrava il tempo fosse stato fermato. Gente dappertutto con bici ed abbigliamento d’epoca, mercatini improvvisati di qualsiasi pezzo, bici, abbigliamento di una certa data. Si respirava un’aria fresca, pulita rimasta incontaminata!
Ritiro dei numeri , giretto tra tra le bancarelle d’epoca, passeggiata in Gaiole e poi sul camper per la cena. Nel frattempo ci raggiunge Mauro un altro randonnèe e tra un racconto e l’altro si mangia tutti insieme. La notte sarà corta per una giornata molto lunga quindi meglio rintanarsi sotto coperta di buon’ora…
Sveglia alle 5 e si è dormito veramente poco, apro la porta del camper e dal buio una lama di freddo ci assale. Aiuto, c’è solo 1 grado, da ritornare subito in branda!
Adriano come per la cena ci prepara a tutti la colazione, che personaggio. Poi di riffete e raffete ci infiliamo le belle (e calde) maglie di lana accendiamo i fanali e via di corsa (nel senso di corsa a piedi per scaldarsi) verso la partenza. Timbriamo alle sei in punto, c’è buio, troppo freddo e non si capisce neanche dove si deve andare… seguo i fanalini e spero che la situazione migliori, che faccia chiaro, che venga il sole!
Un’oretta scarsa e si intravede il chiarore, inizia la salita e poi il primo sterrato in discesa. C’è ancora troppo buio per vedere dove si mettono le ruote ed allora tutti dietro al Sio!
Si intravede Siena, si prende confidenza con gli sterrati e con gli aspri saliscendi del chianti. Una meraviglia, la situazione risulta difficile da spiegare, forse non è da spiegare, è li e noi siamo li…
Primo ristoro e controllo, ci timbrano alle 8.25, poi finalmente si mangia e si beve roba calda. Si riparte e comincio a pensare al bivio per il percorso corto. Ragiono, calcolo, in due ore e mezza abbiamo fatto 48 km cosa ci aspetterà oggi? Ho deciso per il corto sento già ora un pò di stanchezza ed aspetto il bivio al 60° km per salutare la compagnia. Eccolo, mi viene da piangere a girare, siamo un gruppetto di una trentina e nessuno gira… Perché non giri mi dicono io rispondo così di getto: “va in cul no gira nessuni me toca tirar drito” … man mano che passano i km prendo sempre più coraggio, ci provo sono qui, sempre avanti poi si vedrà. Si ride si scherza si parla si pedala si… assapora l’evento, la compagnia è ideale è perfetta.
Quasi in cima alla salita di Montalcino Marco stramazza per terra di colpo. Cos’è successo? Si rialza e vedo che cammina con il puntapiede ed il pedale attaccato, si è spezzata di netto la pedivella. Peccato, dobbiamo lasciare un compagno di avventura, non c’è altro da fare. Raggiunto il rifornimento di Montalcino ci salutiamo e ci diamo appuntamento al camper!
Giro di boa, giù, su, polvere, dov’è l’asfalto? Poco asfalto, tanto sterrato, si viaggia a 19/20 di media e non si fanno chilometri. Ora di pranzo (12.45) e si sosta piacevolmente all’agriturismo Pieve a Salti dove troviamo ogni ben di dio compreso un caldo e sognato sole. La ribollita come le bruschette vanno giù con piacere, è un banchetto infinito e ci si concede anche un bicchiere di buon chianti. Ormai 120 km sono alle spalle ma è ancora lunga. Giorgio dice che il resto è facile ma subito un toscanaccio gli risponde: “..e le rampaccie degli ultimi 40 chilometri dove tu le metti… con la ribollita che comincia a spingerti da dietro…” ci si fa una bella risata e “preoccupati” si continua. Maremma bucaiola, aveva ragione il toscanaccio. Per arrivare al monte Sante Marie (credo si chiami così perché ne vedi più di una) si soffrono parecchio gli strappi al 20% e ormai ci accompagna anche la stanchezza. Si prosegue e ogni tanto i migliori aspettano gli altri e si fa gruppo. Penso sia la chiave della giornata, l’amalgama. Avanti avanti, meno 40, meno 30 meno 20, la media è stabile 19,5 . Perfetto ce la faccio. Manca l’ultima salita, Adriano mi dice: “ dai Angelo te manca la spighetta (torri-albisano) e dopo te si a casa…” E così sia. Fine della salita si deve scendere a Gaiole per la festa, manca veramente poco. Lo sterrato è molto sconnesso sono con el Sio. Si parla e si sorride. Ai due chilometri el Sio fora , imprecazioni, neanche tante, si ripara la ruota e si riparte. Non salgo in bici ho la ruota sgonfia. Ancora imprecazioni stavolta tante. Qualche pompata e giù di corsa, siamo a Gaiole, è quasi sera la gente ci applaude e noi sappiamo il perché. L’ultimo timbro, sono le 18.04. C’è Marco c’è tanta gente, ricomincia a far freddo, ci salutano, ci chiedono, ancora qualche foto. E’ stata un’impresa eroica. Grazie agli organizzatori, grazie agli amici di Negrar che mi hanno trascinato nell’avventura, grazie a tutti gli EROICI dell’EROICA.
Angelo Perbellini

martedì 7 ottobre 2008

eroica 5 ottobre 2008

E arrivato il giorno dell'eroica , siamo in 6 io, Marco, Adriano, Mauro, Angelo, e el sio, poi giu a Gaiole dovremmo trovare Massimo con truppa, totale sei eroici e il mio amico Piero da Torino con altri tre reduci della 1001 miglia.
Partenza ore 13 di sabato 4 ottobre da Negrar in camper ritrovo a casa di Adriano.
E da molto che non pedalo con i miei vecchi compagni di avventura .
Durante il viaggio si parla di quello che è stato fatto in questa stagione e progetti futuri , noto che le nostre strade purtroppo si stanno dividento io sono troppo affascinato dal piu estremo, ma va bene cosi quel poco che si farà assieme sara sempre bello .
In questa avventura abbiamo coinvolto Angelo amico del gruppo lamacart, poco per non dire nessuna esperienza di rando e con poco allenamento ,si è spinto poche volte sopra i 150 km granfondista da gare udace, spinto dalla voglia di conoscere questo mondo .
Arriviamo a Gaiole alle ore 17 che posto ,che gente, che atmosfera ,che freddo!!! , ritiro pacchi qualche foto e video , cerco di prendere contatti con Massimo e Pietro ma avendo alloggi in posti diversi è quasi impossibile condividere questa avventura assieme , restiamo d'accordo di trovarci alla mattina alla partenza ,cosa che non avverrà .
Cena e a nanna domani si parte presto dalle ore 5 alle 7 .
Sveglia ore 5 ,colazione ,faccio per uscire dal camper per scaricare le bici un freddo pungente mi avvolge ritorno dentro e decido con rammarico di non indossare la divisa vecchia da eroico che mi avevo portato troppo leggera e poi sono senza manicotti non posso rischiare , non avendo le borse non posso portare tanto con me peccato.
Partenza ore 6 con 0 gradi ,dopo 10 km il primo strappo,mai una salita è stata così agognata dove finalmente ci si scalda un pò. Il primo sole che illumina paesaggi e borghi magnifici in una giornata che inizia limpidissima,mi sento molto bene, comincio a scaldarmi ma la bici comincia subito a darmi problemi il cambio dietro salta , si puo pedalare solo con il più piccolo e quello più grande beneeee !!! se il buongiorno si vede dal mattino siamo a posto.
Si procede tranquilli fino a Siena scherzando tra di noi e convincendo Angelo a fare il percorso lungo , con noi tutto è possibile e poi visto la preparazione del sio puo venire tranquillamente, dopo Siena un susseguirsi di strappi durissimi, con il fondo molto scivoloso che mi obbligano ad affrontarli da seduto con il 38*13 o 26 il resto non funziona , ci accompagnano fino al bivio tra il percorso da 135 km e quello da 205 km, destra o sinistra Angelo decide per il lungo grandeeee , adesso comincia il duro castilion del bosco salita su sterrato che non lascia respiro grosse pendenze e lunga piu di quattro km, el sio e Angelo cominciano ad accusare il colpo ma si va ,si arriva vicino a montalcino improvvisamente Marco cade da bici el sio gli cade sopra , si alzano pedivella sinistra tranciata a metà ,gara finita per Marco, io intanto continuo la mia battaglia personale col cambio.
Arriviamo al ristoro di montalcino dove salutiamo Marco e come tutti gli alti ristori che abbiamo fatto e faremo una mega mangiata e pausa di circa 20 minuti per far recuperare Angelo e el sio.
85 km fatti ne restano solo 120 il tempo è ora peggiorato, verso le 12.00, minaccia pioggia che però a noi del percorso lungo ci viene risparmiata mentre quelli del corto prendono una bella lavata, un susseguirsi di strappi dentro e fuori da sterrati, paesi da fiaba ci accompagneranno fino al 145° km, dove trovo ferma sulla strada una ragazza che faceva la gara che aveva rotto il copertone , mi fermo mi guarda con due occhi da cerbiatto e mi chiede aiuto, scendo la guardo e gli dico" niente paura sistemiamo tutto" guardo il copertone e vedo che puo reggere non serve cambiarlo ( avevo dietro anche un copertone) prendo una pezza dal borsellino smonto la ruota metto la pezza rimonto il tutto e gli dico" vai a finire la tua eroica" , parto a tutta per riprendere i miei amici di avventura che avevano rallentato per aspettarmi , un grido di gioia da dietro " grazie" prego eroica.
Asciano ristoro prima della devastante salita di monte sante marie dove trovo il mio amico che scrive su cicloturismo ,ci salutiamo e parlando racconto a lui che avevo portato un mio amico a fare l'eroica per la prima volta senza allenamento sui percorsi lunghi e indico Angelo che era stravaccato lungo un muretto che si riposava, incuriosito si avvina e comincia a scrivere dopo 15 minuti erano ancora li che se la raccontavano .
Salita di sante marie un susseguirsi di strappi al 25% con altrettante discese ,delle rasoiate ai muscoli che costringe la maggior parte dei ciclisti a scendere da bici , ciclisti che non riescono a sganciarsi dai puntapiedi e cadono, una battaglia all'ultima energia, el sio per evitare un ciclista che cade finisce dentro un campo di erba dove fora dopo venti minuti arriva sopra la salita, ormai l'avevamo dato per disperso è come i gatti a sette vite è propio un'eroico.
Ci aspettano ancora due salite e un mangia e bevi , più mangia che bevi in mezzo a un splendido bosco secolare, comincia la salita di vagliagli su sterrato ormai trovi cottura ovunque ma tanta voglia di arrivare , gente che ti chiede quanto manca , gente che spinge la bicicletta , ma tanta voglia di arrivare , siamo sopra la salita Angelo mi chiede se è finito il duro , io gli rispondo che ormai è fatta è un'eroico, el sio risponde " si finia le adeso el belo" , e ha ragione per chi non ne ha più l'ultima salita per arrivare a Gaiole e il bosco mangia e bevi diventa un via crucis, ma la voglia di farcela e l'energia che questo posto magico trasmette di fa volare è fattaaaaaaaaaaaa grande SIO grande ANGELO , grande ADRIANO , grande MAURO, grande MARCO peccato ma ugualmente eroico , grazie a tutti i miei compagni di avventura per avermi fatto vivere un'altra avventura indimenticabile.

lunedì 29 settembre 2008

Due salite da provare

Questo fine settimana sono ritornato a pedalare nei dintorni di verona ormai è arrivato il momento di mollare un pò , è rimasta da fare solo l'eroica il 5 ottobre e allora si provano salite nuove e le mitiche del veronese in condizioni particolari ,( ricordo a tutti quelli che fossero interessati che nel mese di dicembre il giorno 8 con qualsiasi tempo si farà punta veleno e la peri fosse di sera col buio sabato 27. )


Sabato sono andato a fare la variante della torri albisano era molto che non passavo , molto bella e dura parte con un fantastico ciottolato lungo circa 500 metri con pendenza del 18% poi passa a un breve tratto d'asfalto attraversando una fiabesca contrada per immergersi in un sterrato piano che affianca un maneggio di circa 500 metri il finale sono circa 1500 metri su asfalto che non vanno mai sotto il 15% con gli ultimi 100 metri al 25% c'è rischio d'impenno. Si sbuca sulla strada che porta da albisano al bivio per san zeno.

Domenica visto che il mio amico Massimo Gaiardelli ha avuto il coraggio di organizzare la crono sulla salita punta veleno mi sembrava almeno doveroso andare a fare un giretto nei dintorni .
Sono partito da negrar con un gruppo di amici del cron , direzione lago loro di solito vanno fino a malcesine e ritorno un 120 sparato con la torri albisano, quando siamo stati sotto punta veleno gli ho convinti a salire fino al paesino di castello dove parte il pezzo duro il non ritorno , solo per vedere dove si prende, non si sa mai che qualcuno qualche giorno non venga voglia di provare l'impossibile !!!!! troppo bella troppo dura troppo troppo e poi sopra c'è il mio amico Massimo che mi aspetta , si va, saluto il cron sperando che almeno Paolo mi segua per provare l'impossibile ,salgo con passo regolare la crono era già partita da circa 15 minuti , dopo circa 2 km trovo la prima vittima una donna a piedi che mi saluta era raggiante grandeeee , però che dura che è ogni volta rimango sorpreso dalla sua poca umanità, arrancando supero altri ciclisti ancora più arrancati arrivo alla meta dove trovo un gruppo di amici che mi aspettano gente che era molto che non vedevo loro sono rimasti nelle gran fondo o corrono a piedi e anche il famoso pappataso ( spero di coinvolgerlo in qualche rando magari invitato dal mio amico Zanca Mauro che fa parte del suo gruppo).
Quattro chiacchere accordi per l'eroica e via verso casa gustandomi splendidi panorami che la discesa verso caprino offre.

lunedì 22 settembre 2008

g.f. avesani

Bella ,divertente, agonistica, fredda, bagnata,pericolosa, tutto questo ho provato all'avesani era molto tempo che non mi divertivo cosi a una granfondo.

Quattro gatti come ai bei tempi ,le mie prime granfondo percorso stupendo nonostante il tempo scenari da pelle d'oca specialmente sul baldo e san giorgio .

Gente molto preparata e sufficientemente non agonistica si poteva parlare e condividere quei bei momenti a parte qualche prof.

Della mia gara che dire sempre a tutta di più non si va, sono un rando il mio cuore si rifiuta di dare di più mi richiama non sono preparato oltre.

Si parte tranquilli ai 35 orari fino a Caprino dove si parte sul serio, vedo subito che non è il mio passo mollo e lascio andare dopo raccoglieremo per strada quelli che osano troppo dal propio fisico , dopo pochi km ormai in fondo al gruppo veniamo raggiunti da quelli del percorso medio ,che passo, che fisico , il mio primo pensiero è il notare quanto è cambiato il mondo delle granfondo però sono belli da vedere.

Nel salire trovo un compagno con lo stesso passo , mi metto a parlare ha la mia eta e mi dice che l'anno scorso di settembre pesava 125 kg , era arrivato a un bivio , ha mollato tutto si è messo in dieta , in un anno è calato ben 45 kg aveva già fatto 18 granfondo , si sentiva un'altra persona era tornato a vivere.

Parlando arriviamo a ferrara dove parte il micidiale strappo al 13% io tranquillo salgo al mio passo il mio amico si stacca e mi saluta quelli del percorso medio smettono di superarmi , le gambe girano da li in poi non mi supererà piu nessuno .

Arriviamo al pezzo duro del baldo , freddo nebbia e un paesaggio fiabbesco da pelle d'oca che momenti ,la strada non molla la fatica si fa sentire siamo tutti al gancio gente che impreca uno fora ma è un prof ha il cambio ruota , tre secondi è di nuovo in sella , si arriva sopra , mi fermo al ristoro mangio ,bevo tre bicchieri di tè caldo, mi vesto adesso c'è da scendere parto prudente la strada è molto brutta non vale la pena rischiare, al bivio con la strada che porta a san valentino ritorna asciutta si può osare, mi involo come un caccia la conosco troppo bene è una discesa stupenda mi trascino un bel gruppetto arriviamo a avio , non do nemmeno il tempo di levarsi lo spolverino che parto a tutta non sopporto le solite scuse da granfondista , tira tu tiro io , son cotto , ho mal di gambe.Preferisco tirare io e poi il resto viene da solo, quattro cambi e siamo a peri , si sale 40° volta nel 2008 , spinto dal ritmo di due ciclisti salgo bene arriviamo a fosse dove trovo qualche amico che mi saluta mi fermo al ristoro ho la pancia fredda devo scaldarla col tè altrimenti mi blocco , mangio due banane che mi porteranno all'arrivo e via breve tratto di discesa a pancia bassa per non prendere freddo e poi arriva il mio terreno un falsopiano da musseu, fino a bosco, ammirando in lontananza verona.

L'ultima salita siamo rimasti in due nessuno d'avanti nessuno dietro dobbiamo arrivare a san giorgio il mio collega era la prima volta che faceva l'avesani , mi chiede consigli gli spiego il percorso e gli suggerisco di non tirare troppo rischiando di cucinare le gambe perche arrivati sopra c'è da spingere fino a verona per 50 km, strappo ai tracchi parte non mi ascolta peggio per lui , fisico magro leggerino .

Mi gusto da solo l'ultimo tratto che paesaggio lunare nebbia freddo e qualche goccia di pioggia arrivo sopra mi fermo al ristoro e bevo te caldo che mi mantiene la pancia calda, spolverino e giu a verona dopo lo strappo di conca dei parpari una cronometro fino al strappo di cerro dove raccolgo due colleghi presi da crampi rallento un po scolliniamo assieme riparto a tutta trascinandomi gli altri arriviamo a grezzana c'è da arrivare sotto le torricelle cambi regolari ai 40 orari svolta a destra, è fattaaaaa, ci congratuliamo a vicenda per l'impresa compiuta , stiamo per scollinare e rivedo lo scalatore che mi ha abbandonato a san giorgio preso da crampi non riusciva più a salire lo incoraggio dicendogli che ormai era finita scolliniamo e giù a tutta in piazza bra dove arrivo in 7 ore e 4 minuti e con tanta gioia per aver vissuto un'altra bella avventura.

venerdì 19 settembre 2008

Rigamonti e la sua creatura la 1001 miglia

Ecco il resoconto di Fermo Rigamonti organizzatore della 1001 miglia
Ciclisti che hanno terminato :il più frettoloso in 77 oreil meno frettoloso e tranquillo in 128 orelo straniero più frettoloso in 91 orelo straniero meno frettoloso e tranquillo in127 ore
donne che hanno teminatole più frettolose Bandieri “ Eroica “in 115 ore ha compiuto anche il tratto di sterratoBosello Romina in 114 ore ha compiuto unicamente il percorso asfaltatoLa meno frettolosa Vistarini in 124 ore ma tutta in mountain bike MTB
Stranieri ItalianiPartiti = 53 26% partiti = 150 74%Ritirati = 11 20% ritirati = 37 26%Omologati = 42 80% omologati = 113 74%
ciclisti che hanno terminato ed ottenuto l’omologazione :
finisher = 155% omologati / partiti = 77%entro le 80 ore = 0,6%entro le 90 ore = 9%entro le 100 ore = 11%entro le 110 ore = 8%entro le 120 ore = 43%entro le 130 ore = 29%incidenti stradalinessun subito , nessun provocato dai ciclisti durante la percorrenza.una caduta segnalata.
4 continenti, 18 nazioni ( Germania, Inghilterra, Irlanda, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Francia, Svizzera, Slovenia, San Marino, Spagna , Italia, Russia, Bulgaria, Israele, Usa, Australia, Giappone)
percorso1610 km con 16000 mt di dislivello ,8 Regioni, 22 Provincie ,112 Comuni attraversati8 controlli/ristori : Massa Finalese, Savignano s/ Rubicone , Passignano s/Trasimeno, Corchiano, Pitigliano, Gaiole , Brugnato, Passo Pianasse,8 punti di verifica : Fombio , Bagnacavallo, Apecchio, Todi, Torrenieri /S. Giovanni Asso, Forcoli, Castelnuovo Garf.na, Castellania .1 ristoro predisposto spontaneamente da UC BARACCA Grazie 1001 a Burzatta & ciclistiquesti sono i numeri che hanno sostenuto e permesso lo svolgimento del progetto della 1001 MIGLIA ITALIA.
Allestire una manifestazione di questo spessore non è stato per nulla semplice, ha richiesto un impegno continuo attraverso una pianificazione finalizzata e metodica.
Il risultato finale ottenuto dove il 77% dei ciclisti impegnati ha concluso la randonnèe ripaga e gratifica ampiamente lo sforzo organizzativo della ASD 1001 MI. SAV.Una grandissima lode è di dovere nei confronti di tutti i 203 ciclisti che si sono cimentati in questa impresa .
Attraversare la pianura Padana e l’Italia centro settentrionale superando la dorsale appenninica da est ad ovest e per buona parte della sua lunghezza è un impresa che qualifica il ciclista .Un elogio encomiabile a tutti quelli che, per primo alle cicliste ed di conseguenza ai ciclisti, hanno concluso la prova ottenendo l’omologazione.Se qualche ciclista ha fatto il furbo (agevolazioni, comodità ) non me ne voglia ma ha tradito se stesso ,i ciclisti compagni , l’organizzazione . I Furbi ci sono sempre da per tutto .Un grazie ai collaboratori che hanno prestato la loro disponibilità nei controlli/ristori, e nelle verifiche dove i singoli operatori hanno prestato la massima attenzione per soddisfare le necessità e rendere sopportabile la fatica . Tuttavia a volte non si è riuscito a soddisfare le esigenze ad hoc di alcuni ciclisti.Non ho mai risposto dal termine della manifestazione ad oggi se non molto sporadicamente , per una scelta operativa preventivata. La scelta era quella di : raccogliere , sentire, ascoltare le battute a caldo immediatamente dopo la conclusione, le segnalazioni ,i disguidi, le anomalie, gli inconvenienti, i suggerimenti, gli elogi e quindi rispondere a posteriori e farne tesoro per una futura 1001 Miglia Italia .Nella scelta era preventivato anche di non diffondere nessuna classifica ufficiale da parte dell’organizzazione asd 1001MI SAV , pertanto quanto emesso e pubblicato da Ceck Time tramite il proprio sito e di conseguenza sul sito www. audaxitalia.it è un servizio informazione completo e analitico sullo svolgimento della manifestazione che ha permesso alle persone (famigliari, amici, appassionati) di vivere tramite internet la manifestazione , ma che non ha avuto e non ha nessuna ufficialità per la stesura di classifica . La classifica verrà emessa da parte della asd 1001MISAV solo ed unicamente nella forma del regolamento randonnèe .
Il bilancio di quanto segnalato e ricevuto sia telefonicamente ,che tramite Forum che tramite stampa è positivo .e propositivo ed a volte anche” offensivo “Chiarisco immediatamente sul bilancio a volte anche” offensivo “in quanto è stato utilizzato il canale del Forum per esprimere le anomalie , disguidi, inconvenienti, suggerimenti o insinuazioni nei confronti di ciclisti randonneur e dell’organizzazione celandosi dietro all’anonimato ed all’ironico. In questo caso avrei gradito che ogni ciclista che si è celato nell’anonimato avesse affrontato apertamente e con chiarezza il confronto, in quanto solo con questa visibilità si puó essere costruttivi. Inoltre ribadisco e chiarisco che ARI è un associazione a cui aderiscono volontariamente i vari organizzatori e pertanto se vengono riscontrate anomalie , disguidi, inconvenienti nelle manifestazioni ,per etica professionale, in primis è opportuno rivolgersi direttamente all’organizzatore e non scaricare sul forum pensieri, feluche e quant’altro.Per questi motivi il forum ha subito un empasse visivo e non per imporre un bavaglio ai ciclisti .Per tanto gradirei che coloro che utilizzano ed utilizzeranno il forum per comunicare e raccontare non utilizzino l’anonimato , ma siano visibili e raggiungibili personalmente.Anche questa è democrazia.Alcune lacune e segnalazioni negative sono ampiamente condivise , in quanto saranno la base per alcune e certe migliorie per la futura 1001 Miglia Italia.
Strade :la strada da S. angelo Vado a Apecchio ha creato del malcontento , che nel futuro si debba trovare un alternativa lo condivido, ma non condivido le segnalazioni e le ironie di alcuni ciclisti.
Dal punto di vista organizzativo era stato fatto il minimo di comunicazione (avvertenza sul road book ,briefing prima della partenza, avvertenza su foglio , segnaletica stradale all’inizio della discesa su Apecchio) pertanto se esiste collaborazione con i ciclisti in quanto la randonnèe non è una gara la deformazione della pavimentazione stradale poteva essere affrontata con maggior tranquillità .
L’organizzatore ha scelto questa soluzione in quanto rientrava nel progetto “strade comunali, senza traffico” e non per mandare i ciclisti al macello cmq apprezzo e ringrazio i ciclisti per il loro spirito d’adattamento con cui hanno affrontato le insidie stradali e porto in evidenza che alla fine non è avvenuta nessuna caduta e nessun incidente meccanico quindi grazie alla perizia dei ciclisti.
Su altri tratti stradali , non ritengo opportuno di soffermarmi a discutere su interpretazioni personali in quanto il percorso ha raggiunto in buona parte gli obbiettivi prefissati ( poco traffico, panorami che non si dimenticano, richiesta d’impegno fisico continuo ).
Controlli /RistoriPitigliano . Devo sconfessare chi asserisce che hanno trovato solo “caramelle” . L’organizzazione nella fase di allestimento aveva avuto tramite l’amministrazione comunale e la ASD Pitigliano assicurazioni che il Bar ,l’Albergo situati all’entrata dopo l’arco ed il self service in piazza sarebbero rimasti aperti in continuo , ma purtroppo sia io che la ASD Pitigliano siamo stati trascurati e gabbati durante la notte ( i gestori interpellati hanno detto che ad un certo orario visto le scarse presenze dei ciclisti hanno chiuso) mi scuso e porto le scuse dell’asd Pitigliano e amm. Comunale per l’inconveniente subito . Pitigliano è una stupenda realtà paesaggistica (città del tufo) che si è detta disponibile a rimediare ed a recuperare la limitata accoglienza prestata. causata dalla mancanza di conoscenza del movimento randonnèe.
Brugnato . qui ho subito un torto in quanto è stata stravolta tutta la pianificazione ed i sopraluoghi fatti precedentemente con i responsabili della Ciclistica Deivese, con l’ ass. sport Brugnato, con il responsabile Comunità montana .
La pianificazone consisteva nell’allestimento presso lo svincolo ingresso autostrada di servizi con cucina e dormitorio su struttura predisposta e resa funzionante tre settimane prima con la Sagra della comunità montana.Causa disservizi la festa è stata fatta alla meglio e poi non è stata concessa l’agibilità , questo senza avvisare la asd 1001MI SAV . Pertanto si è tamponato con un dormitorio e docce a 1km e nessun posto di ristoro se non durante il giorno con qualche limitato ristorante aperto in Brugnato .
Anche in questo caso chiedo scusa per il disguido subito ma soluzioni immediate migliori non erano possibili., di fronte al disguido conosciuto solo prima del passaggio dei ciclisti., L’organizzazione ha cercato di coinvolgere i pochi locali aperti per agevolare le necessità dei ciclisti ma con risultati scarsi . Tuttavia l’organizzazione ha messo in atto soluzioni predisponendo un segnale informativo che indicava che a distanza di 6 km sulla strada per Varese ligure era stato allertato una locanda con ristoro per agevolare il disguido.
Pochissimi ciclisti ne hanno approfittato ( qualche unità lo hanno utilizzato ed sono rimasti soddisfatti per il trattamento ) .
Il futuroLa manifestazione verrà riproposta nel 2010 con cadenza biennale con il traguardo di inserirsi tra le manifestazioni a livello mondiale che si svolgeranno nel 2015 in occasione dell’ EXPO MONDIALE MILANO 2015 .
L’obbiettivo 2010 sarà quello di risolvere completamente le anomalie riscontrate nei controlli/ristori ed una distribuzione maggiore di dormitori utilizzando agriturismo ed alberghi che sono dislocati sulle strade percorse dalla 1001 Miglia Italia segnalandoli sul road book.e raggiungibili senza deviazioni .Per quanto riguarda il percorso qualora la pavimentazione nel tratto di Apecchio non verrà asfaltata si opta per Urbania - Piobbico .Altre piccole deviazioni saranno prese in considerazione nella stesura del road book e tra queste verrà valutata la possibilità di un scorcio sul mar Ligure attraverso le Cinque Terre.Il road book sarà ampliato con altimetria di tappa e con tutte le indicazioni per adeguarsi all’utilizzo dei GPS che moltissimi stranieri hanno utilizzato riscontrando con notevole precisione le indicazioni attuali
ConsiderazioniL’allestimento della 1001 Miglia Italia nasce a fronte di un progetto che si pone lo scopo di perseguire quattro obiettivi:
- creare in Italia una prova per cicloturismo vero ,su lunga distanza su falsa riga della PBP (Parigi _ Brest _ Parigi 1250km denominata l’Olimpiade del cicloturista con una tradizione centenaria alle spalle)- ripercorrere le strade rese famose dalle imprese automobilistiche della 1000 Miglia automobilistica, gara automobilistica in auto che si svolgeva ogni anno a partire dagli anni trenta fino agli anni sessanta- creare e sviluppare un percorso cicloturistico dove la bicicletta sia regina della strada , come lo era l’auto nelle edizioni della 1000 miglia automobilistica , percorrendo strade secondarie , dove il traffico è limitato e che pedalando si possa gustare il paesaggio, le bellezze architettoniche ed i sapori di questa Italia che molti ancora non conoscono e promuoverlo verso i ciclisti stranieri .- predisporre un percorso permanente dove il ciclista liberamente compia singole tappe o completi il percorso in completa autonomia.
Ai ciclisti e cicliste Grazie per la partecipazione , Grazie per le osservazioni di cui molte positive e propositive, alcune altre senza valore aggiunto e ricordiamoci che aver partecipato e concluso la 1001 Miglia Italia è una GRANDE impresa ciclistica .Vi trasmetto alcune impressioni rilasciate da ciclisti stranieri che hanno anche partecipato in varie edizioni alla PBP, alla LEL, alla BMB; ebbene il loro giudizio è stato:1001 MI IS VERY NICE , BEAUTIFUL , BUT IS VERY HARD AND BINDING .1001 IS TRHEE TURNS MOST BINDING of PBPArrivederci a Nerviano 2010 alla prossima 1001 Miglia Italia “ la più lunga ed estrema randonnèe d’Europa “
Fermo Rigamonti

giovedì 4 settembre 2008

Obiettivo n1 2009


Granbrevetto randonnée Europe Challenge
Premessa
ARI (AUDAX RANDONNEUR ITALIA ), in relazione allo sviluppo presente e futuro in atto nel movimento del ciclismo turistico per il settore brevetti, propone e promuove un riconoscimento denominato granbrevetto randonnée ECI brevetti che permettono di acquisire tale riconoscimento devono avere la distanza totale del singolo brevetto superiore a 1200km
Regolamento
1. Il granbrevetto randonnée EC è un riconoscimento promosso da ARI (AUDAX RANDONNEUR ITALIA ) con il patrocinio del Ministero per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive.
2. Il granbrevetto randonnée EC può essere conseguito dal ciclista - socio del club Nazionale Randonneur Italia e possessore di licenza rilasciata da una ASD in regola con l’iscrizione ad uno degli ENTI riconosciuti dal CONI - che partecipa e consegue l’omologazione nei seguenti brevetti:P.B.P. (Parigi – Brest – Parigi) di 1250 km 1001 Miglia Italia di 1610 km L.E.L. (Londra – Edimburgo – Londra) di 1480km
3. Lo spazio temporale massimo per conseguire il riconoscimento è definito nei tre anni che intercorrono tra la disputa della P.B.P. e la L.E.L. (es. 2007-2009).
4. In via transitoria è consentito, per chi non avesse partecipato o concluso la P.B.P. nel 2007, di iniziare il percorso di ottenimento del granbrevetto randonnée EC con la 1001Miglia Italia del 2008 e di concluderlo con la P.B.P. del 2011.
5. ARI (AUDAX RANDONNEUR ITALIA) verifica l’esatta corrispondenza delle omologazioni conseguite dal ciclista e delibera il riconoscimento.
6. Il riconoscimento consiste nel rilascio, da parte di ARI, di un diploma-onorificenza personalizzato e nella registrazione del ciclista nell’albo d’oro.
7. La consegna del diploma-onorificenza personalizzato sarà effettuata durante una premiazione promossa da ARI a partire da mese di dicembre 2009.
8. ARI si riserva, sulla base di eventuali variazioni al calendario internazionale, di procedere alle necessarie modifiche del presente regolamento, lasciando inalterato lo spirito ed il valore sportivo del granbrevetto randonnée EC.

ELENCO PROVVISORIO
EUROPE CHALLANGE RANDONNEUR andare su :http://www.audaxitalia.com/ari/challenge_list.php

mercoledì 3 settembre 2008

settimana dopo 1001

Volevo citare un pensiero di un grande rando riguardo la 1001:
complimenti a chi è riuscito a farla ma soprattutto a chi l'ha fatta in completa autonomia , perchè farla così è proprio tutta un'altra cosa!
Se l'uomo sbagliato usa i mezzi giusti, i mezzi giusti agiscono in modo sbagliato.

Dopo un giorno di coma per recuperare le ore di sonno e il caldo ( io sono amante del freddo della pioggia il caldo mi disarma non puoi difenderti) prendo in mano la bici , giro di scarico lago casa 70 km senza sudare le sensazioni sono ottime a parte i muscoli da ricostruire, con le lunghe distanze vengono massacrati ci vuole del tempo per recuperare .

Decido di dedicarmi a mia cognata Daniela a compiere una bella impresa ciclistica .
A tavolino decidiamo visto che ha una settimana di ferie di fare martedi scarico giovedi il record sulla peri fosse e sabato il stelvio day.
Lei ha una fiducia nei miei riguardi infinita tutto quello che gli ho proposto fino adesso è andato sempre a buon fine, nessuno avrebbe scommesso una lira che sarebbe riuscita a fare la peri fosse e invece ogni volta che ci proviamo migliora , il sou record è 53 minuti.
prima o poi gli faccio fare la sdruzzinà.
I suoi colleghi di lavoro sostengono che lo stelvio è troppo duro per lei " non ascoltare quel matto di tuo cognato" e io invece dimostrerò che preso al propio passo tutto si puo fare con una preparazione adatta , è la testa che comanda il fisico si adatta.
Martedi studio la forma e noto con gioia che è messa bene si può fare.
Giovedi ore 8 si parte per il record della peri fosse clima ideale al mattino si stà bene , naturalmente viene anche mio fratello e amico giuseppe .
La peri fosse per me è una grande alleata per la preparazione a gare estreme ( 36 ° nel 2008)
a conosco troppo bene .
Tengo il passo giusto per finirla in 50 minuti vediamo se regge , primi tornanti si va ci siamo gira bene superiamo un gruppo di tedeschi stupiti per la facilita di pedalata della daniela , 9 tornante cartello 7 km qua si decide siamo in tabella calo ai 8 orari se regge è fatta , arranca, la sprono a non mollare che ci siamo, esce dal pezzo duro in debito e se la porta fino sopra arriviamo in 53 minuti e 40 però meno stanca dell'ultima volta , è il suo limite di più non si può osare almeno che non si decida di prendere un pò di cera.
Sabato mattina ore 4 30 dopo tre ore di sonno lavoro dalle 18 alle 24 si parte per lo stelvio decide di venire anche mio figlio e amico Roberto anni 18 grande atleta appassionato di calcio, nuoto, corsa a piedi e per ultimo la bici.
4o giorni che non prende in mano la bici e 15 giorni che sta facendo la preparazione di calcio ,
il massimo per venire a fare lo stelvio , ma grinta e testa da vendere , quando smetterà col calcio penso che faremo qualcosa di grande assieme.
Ore 8 si parte da Lasa piccolo riscaldamento e poi si attacca sua maestà lo stelvio che emozione che gioia era molto che non venivo da queste parti , che festa tutta quella gente di tutti i formati uno spettacolo , si parte prudenti perche in più della salita su questi passi c'è i problema della quota che può fare strani effetti.

La dany va , el pino anche e roby parte come una fucilata , lo recupero e gli dico che non è il caso che vada cosi forte , lui dice di stare bene tutto ok e riparte senza cibo .
Io lascio già ci troveremo sicuramente più avanti la pagherà sicuramente questa mossa , ma anche questo fa bene per crescere e aspetto la Dany el pino con passo regolare ammirando lo spettacolo che offriva questa giornata saliamo al 15 km vedo roby che scende in bici verso la sua sicurezza e mi dice papà sono cotto, bene dico io , saluto dany e pino gli vedo troppo bene vanno sicuramente fino al passo senza problemi , adesso c'è roby che ha bisogno , ci fermiamo sul muretto , allora prima tiriamolo fuori dalla crisi di fame e poi si sale zuccheri, barretta e un bel panino col formaggio e uno con la nutella. Con calma si sale sulla bici rapporto più agile che c'è e via tranquilli chiaccherando arriviamo al passo in due ore e 45 minuti , troviamo dany e pino tempo due ore e 30 tranquilli e felicissimi per l'impresa , foto e via per casa , purtroppo io devo lavorare dalle 18.
Mega colonna sul tratto di autostrada tra bolzano e trento arrivo a pelo giro della tavola e via al lavoro distrutto ma felice per la bellessima giornata.





sabato 23 agosto 2008

1001 miglia

Partenza dal casello di verona nord ore 11 di domenica 17 agosto siamo io e Mauro.
Arrivati a nerviano ore 13 andiamo a prendere i numeri, mangiamo una pizza e ci rifugiamo al parcheggio dove troviamo amici rando.
Che bello ritrovare vecchi amici di avventura, raccontarsi vivere la vigilia assieme , dare e ricevere consigli delle propie esperienze, io da parte mia sfoggio il gps garmin , sono tutti un po perplessi perche come si sa se non sai usarlo bene può fare dei danni , in macchina è l'ho stesso ma in bici è dura.
Breve cena e preparazione per la partenza , ore 21,30 del 17 agosto è ora si parte dopo circa un anno di preparazione mirata è arrivato il momento di vivere questa avventura .
200 anime sperse per l'italia in cerca di emozioni , sensazioni estreme,
Si parte in gruppetti di trenta alla volta , io parto col terzo gruppo alle ore 21,45 assieme a amici rando collaudati , Mauro,Mario e Piero, si intuisce subito che il tracciato è segnalato in qualche maniera ci sarà da impazzire il garmin regge bene e ci guida abbastanza sicuri, come previsto dopo circa 15 km si formano dei gruppi di 10 persone con passo uguale fino al controllo di Fombio andatura regolare sui 30 orari controllo e via si parte per Colorno, si percorrono tutte stradine in mezzo alla campagna, dopo circa 220 km dal ciglio della strada sbuca all'improvviso un lepre in mezzo al gruppo ,panico un macello gente che volava da tutte le parti con risultato finale di due bici rotte e varie persone con botte e lividi , il più malmesso sembra il nostro amico sardo Domenico, Mauro è andato a finire dentro una canaletta nulla di grave ma escoriato su tutta la gamba destra, ricomponiamo il tutto e ripartiamo per Massa Finalese dove troviamo devo dire un bel ristoro , 10 minuti di stacco e si riparte per Bagnacavallo , Savignano il caldo si fa sentire si continua a bere i km sono ormai 500 , decidiamo di non fermarsi a dormire ma di forzare e arrivare a Passignano, comincia la rumba dei saliscendi con strappi al 15% non si fa strada per fortuna che viene sera e si respira , anzi c'è quasi freddo , bisogna vestirsi , arriviamo a Passignano dopo 30 ore di non stop con 590 km fatti , si mangia quello che passa il convento pasta e una fetta di melone con del crudo e si va a fare la doccia naturalmente fredda , le brandine da dormire sono tutte occupate sono una ventina in tutto, si dorme per terra in qualche maniera ma almeno c'è caldo dopo due ore ,io non ho chiuso occhio sveglio gli altri e si riparte , è mattino comincia albeggiare facciamo qualche km e ci fermiamo a fare colazione in un bar , un caldo infernale lungo tutto il percorso si sfiorano i 44 gradi e non c'è un metro di piano un continuo sali e scendi a quote basse da morire non si fa strada posti molto belli ma la gente molto maleducata e infastidita da quelli zombi su due ruote.
Todi , Corchiano arriviamo alle 13 del secondo giorno 737 km fatti , finalmente un ristoro valido con docce e mangiare vario e buono , abbuffata doccia e nanna , non si dorme, troppo caldo dopo due ore si riparte Corchiano Pitigliano la strada non da respiro e nemmeno il caldo che posti fantastici , arriviamo a Pitigliano alla sera stupenda , troviamo un bar, gelato e via si riparte per S Quirico meglio pedalare di notte col fresco e dormire di giorno.
Arrivati a S Quirico non c'è ne ristoro ne controllo troppo tardi se ne riparla al mattino alle 5 , stravolti e incazzati per la spartanità ci riposiamo fino al mattino alle 5 sotto a dei tavolini di un bar, troppo freddo non si riesce a dormire , dentro di me penso che questo giro è una gara al massacro non si puo arrivare a certi livelli , non si chiede tanto ma almeno fai i controlli dove c'è un bar o ristorante che tenga aperto per tutta la gara , non sono mica tutti attrezzati come la Bandieri con camper attaccato al culo o i prof che arrivano in 80 ore. A me piace viverla in autosufficienza ma mi devi dare almeno il minimo per sopra vivere , nelle 130 ore di tempo che è stato dato per arrivare non c'èra lo spazio per gingionarsi intorno il percorso è molto duro.
Alle 5 si riparte per Gaiole , c' èra la possibilità di decidere di fare un pezzo di sterrato dell'eroica circa 15 km , noi naturalmente senza esitare si va , stupendo è gia giorno che posti che ricordi , dopo lo sterrato troviamo un bar colazione e si riparte per Gaiole .
Arrivati a Gaiole alle 13 del terzo giorno con 978 km fatti e un caldo terribile.
Meno male che il buon Brocci ( ORGANIZZATORE DELL'EROICA) ci fa trovare da mangiare doccie e dormire , due orette di sonno e via , mentre sto per partire vedo Brocci mi fermo e li chiedo come mai fosse li , mi sono ritirato troppo dura non si può fare una gara cosi , anche i più forti sono di circa 20 ore sopra la tabella di marcia un sacco di ritirati, lo saluto dandogli appuntamento all'eroica.
Bisogna andare a Forcoli km 96 dopo la prima salita sempre con un caldo terribile e un gran bella discesa il gps mi dice che mi sto allontanando dalla meta ci fermiamo e mi accorgo che abbiamo fatto una discesa di 10 km in più dovevamo tornare indietro , nel tornare volevamo prendere una strada che sembrava che tagliasse per rimettersi nel percorso , alla fine siamo arrivati a Forcoli con 110 km e due salite fatte in più alle 20 della sera , controllo naturalmente senza nessun ristoro, partiamo per Castelnuvo Garfagnana dopo pochi km ci fermiamo per mangiare ad un ristorante ormai siamo distrutti ma si mangia e via il fisico reagisce ancora ,1000 km sono fatti ne restano solo 600!!!!
Vallata stretta e fredda quella che porta a Castelnuovo un 50 km che sale al 3 % finalmente si arriva alle 2 di notte tutto chiuso naturalmente e noi abbiamo bisogno di riposare almeno due ore e di mettere sotto i denti qualcosa , troviamo una festa di ragazzi che per compassione appena arriviamo ci invitano a unirci alla festa, si puo solo immaginare quello che mangiano a quelle feste ma va bene tutto, basta che sia cibo , adesso dobbiamo trovare da dormire , fuori neanche parlarne troppo freddo , andiamo in cerca di un hotel tutto chiuso alla fine davanti a una trattoria si vede una casa con la porta semiaperta diamo una sbirciatina un bel atrio al calduccio senza esitare più di tanto ci infiliamo e facciamo un bel pisolino di due ore , verso le 5 si parte appena mi alzo sento subito che qualcosa non va un blocco alla stomaco allucinante mi viene da vomitare ma tengo duro bevo una compressa di malox che avevo portato e pian piano prendiamo la strada che porta a Brugnato arriviamo alle 12 con 1248 km fatti il fisico ormai prosciugato di ogni sua forza chiede almeno qualche stacco , si decide di riposare due ore , naturalmente non c'è ristoro troviamo un hotel dove mangiamo e ci riposiamo il mio stomaco si rifiuta a malapena riesco a mangiare un po di formaggio , appena mi alzo riesco in coma totale a salire sulla bici da adesso in poi cominciano le salite quelle vere che portano in quota in sequenza passo cento croci,passo monte vacca, passo pianazze, e passo penice cima coppi del giro con i suoi 1200 metri arriviamo sotto il penice alle ore 23 del quarto giorno decidiamo di fare un piccolo stacco di due ore vicino all'imbocco della salita in un parco giochi dormendo sulle panchine diventando l'attrazione del giorno. ore 1 si scala il penice salita molto dura lunga 10 km arriviamo sopra con 1417 km fatti e 18 000 mds , ci si veste un freddo terribile e si scende , arriviamo al paesino di Varzi al mattino verso le quattro , ancora presto per trovare qualche bar aperto proseguire non si puo perche siamo rimasti senza cibo dunque decidiamo di fermarsi dentro la cabina di un bancomat a riposare per un'ora , verso le 5 si riparte fa freddo e fatichiamo a riscaldarci , il mio stomaco sta meglio e ha fame molta fame , finalmente un bar aperto appena ci vede la barista ci dice , ma da dove venite volete che chiami qualcuno, spiegato il tutto ci riempie di dolci e cappuccino via si riparte verso Castellania paese dove è nato fausto coppi , arriviamo alle 10 del mattino con fame e sete ma purtroppo addirittura il ristoro non esiste c'è solo quello della checktime che timbra il cartellino e il primo paese è a 20 km .
Foto di rito davanti al monumento di coppi e via verso nerviano al primo paesino ci fermiamo a un supermercato a prendere un mega panino col prosciutto io adirittura ne divoro tre , adesso il mio stomaco sta bene e le gambe girano il caldo non lo sento più si vola verso nerviano raccontandosi e ringraziando tutti gli amici di avventura qualche lacrima scende dolcemente che avventura, a 10 km dall'arrivo io con mauro mario e piero amici inseparabili per tutto il percorso decidiamo di fermarsi per festeggiare l'impresa e anche il compleanno di piero , gente del gruppo stupita saremo stati un 10 ° ma come abbiamo un bel tempo e vi fermate , quelli secondo il mio punto di vista non hanno capito niente quà non si corre per il tempo o per apparire ma per voglia di avventura e di viaggiare, curiosità, ma, anche, il gusto sottile di stare realizzando un’impresa, di sfidare se stessi andando a sondare i propri limiti fisici e, soprattutto, psichici , cosa vuoi che mi importi on'ora in più, quattro birre e via mezzi storni fino a nerviano dove siamo arrivati alle 15 45 del quinto giorno con 1710 km fatti e 20 000 mds.
E fattaaaaaaaaaaaaaaa sono un grande
Grazie Mauro , Mario, Piero siete grandi e amici veri grazie grazie, alla prossima.

domenica 3 agosto 2008

uscita 2 agosto

Come da programma ore 4 boscaini giro di Fai della paganella circa 300 km.
Arrivo ancora mezzo addormentato 3 ore di sonno son poche dormirò le prime ore di bici , non c'è ancora nessuno mi siedo sul muretto del parcheggio ad osservare ii rientro dei figli della notte, arriva Mauro giovane promessa delle rando di isola rizza , mio compagno alla supercoppi , ci sarà anche alla 1001 miglia , levataccia anche per lui .
Aspettiamo 5 minuti per vedere se per caso arriva chi !!!!!!
Via si parte nonostante un bel temporale che c'è stato verso l'una si intuisce che sarà una giornata calda.
Bici allestita da 1001 per abituarsi e per vedere se c'è qualcosa da migliorare, in queste maratone non bisogna lasciare niente al caso ogni disguido ti fa perdere un sacco di tempo , sempre che lo risolvi. Partenza tranquilla fino al lago raccontandosi un po, Bardolino c'è ancora buio sono le 5 , c 'è caldo e un forte vento contro , no problem con due passistoni come noi si arriva a riva ore 6.15, ci fermiamo in centro ,piazza Tre Novembre con la Torre Apponale che spettacolo con i suoi palazzi di gusto lombardo-veneto, si apre sullo specchio del lago sotto gli strapiombi del Monte Rocchetta (m 1575).


Passo del ballino , 765 metri Chilometri totali : 16 Dislivello : 685 metri Pendenza media : 4,28% Pendenza massima: inferiore al 10% ... gran bella salita , si passa dal lago di tenno , fatta a quest'ora traffico nullo e dei panorami iddiliaci .

Arrivati sopra ci aspettano una 40 di km di saliscendi in mezzo a monti ,verde , e un po di sospirato fresco fino al lago di molveno , passando da Fiavè, Dorsino.


Il lago di Molveno nasce circa 3000 anni fa a seguito di una grossa frana che ostruisce la valle esistente in località Nembia, l'irripetibile scenario di una vasta ed azzurra distesa dì acque limpide, cui fa da impareggiabile contrasto il Gruppo delle Dolomiti di Brenta con vette altissime che si stagliano nel blu dei cieli alpini, un breve tratto di salita e siamo a Andalo ai piedi della catena delle Dolomiti di Brenta, sulla sella che collega la Val di Non alle Val Giudicarie,
pausa caffè e su a Fai di Paganella ,un terrazzo naturale alle pendici della Paganella che si affaccia sulla Valle dell’Adige, angoli caratteristici di rara bellezza e un clima particolarmente fresco e mite, ideale per chi voglia ritemprarsi rilassandosi, pedalando o camminando nel verde dei prati e dei boschi .


Con Mauro si viaggia poche pause e andatura sostenuta , (e che oggi non stà tanto bene è appena uscito da una influenza intestinale è un po debilitato)


Giu a Mezzolombardo dove si torna al caos, traffico ,gente stressata in fila , non ho mai capito tutto questo ma forse il diverso sono io purtroppo.
Solo pochi km e si prende la ciclabile della val d'adige, il sole ormai è bello alto e si fa sentire , andatura regolare sui 33 orari fino al grill bike nei pressi di rovereto dove ci fermiamo per un bel gelato e una coca.
Arriviamo a Peri alle 13.30 con 240 km è il 2 agosto e ci sono 35 gradi, ho voluto citare la data perche sarà da ricordare quando ci si troverà in difficolta per il caldo ( ben se ho fatto la peri fosse quella volta el 2 agosto).Doccia e su , due tornanti e siamo già asciutti ognuno sale come può un susseguirsi di sorpassi ai 10 orari , con questo caldo è molto importante bagnarsi e non andare mai sopra soglia arriviamo al mitico 9 tornante dove a Mauro parte un crampo alla gamba destra , pezzo duro con una gamba sola mitico !!!!


Arrivo in 55 minuti alla vetta Mauro sfiora l'ora penso che se la ricorderà per un po , in condizioni normali è uno che sale sotto i 40 minuti .
Ma è questo che serve per allenare la mente è quella che ti fa pedalare.
Negrar arriviamo alle 15.30 con 270 km e quasi 2600 mds.
Piccolo pisolino di un'ora mangio e via a lavorare dallle 18 alle 24.
Ciao alla prossima

lunedì 28 luglio 2008

uscita 28 luglio

In questi giorni è ritornata l'afa dunque meglio uscire molto presto o molto tardi , visto che lavoro dalle 18 alle 24 decido di partire alle 5 .
C è ancora buio dunque ruota col fanale e borse per abituarsi , porto un po di materiale anche se non serve visto la giornata.
Come al solito, le mie uscite in zona si parte dal lago ( troppo bello alla mattina presto) e poi si vedrà.
Questa volta decido di passare da castion e scendere a torri , arrivato in val d'adige un forte vento spira in senso contrario, di solito come lo trovi in valle lo trovi al lago , e cosi è .

Torri, brenzone non si fa strada sopra i 30 orari non si va , passo castelletto , d'avanti all'imbocco di punta veleno una voce mi chiama , è lei è molto che non vado a trovarla di quest'anno solo due volte , al diavolo la 1001 si va , non posso snaturarmi per un'impresa che dovrò fare , prendo per castello ore 6.20 troppo bello punta veleno con le borse , mai fatta !!!

Panorami da brividi mi supportano fino a castello ,cartello per prada eccola è li comincia la rumba , 7 km che non ti lasciano scampo mai sotto il 12% e i 4 centrali mai sotto il 15%.
Passo regolare senza strafare ormai la conosco a memoria 3km e arrivi alla casetta poi conti 7 tornanti e sei fuori dal duro 100 metri piani , 1 km duro e sei arrivato sul falsopiano di val trovai.
Stupenda e devastante ma oggi la gamba gira e si vola , foto al cartello finale che adesso è stato cambiato indica il 10% , falso strafalso , ci sono punte al 21% , panino e via.


Caprino, peccato che devo ritornare per il primo pomeriggio altrimenti oggi mi sento che sarebbe il giorno giusto per morire.
Prendo per spiazzi e decido di fare la stradina che porta dritta come una fucilata su sopra spiazzi passando da piccole contrade con l'ultimo km sterrato
Indicazione Pradonego non si puo sbagliare dopo circa 10 km di stradine stupende strette attraversando diverse contrade si arriva a pradonego da dove parte un tre km su cemento e sterrato che sbuca sulla strada che porta al rifugio chierego, la salita non ha grosse pendenze a parte l'ultimo tratto ma non va mai sotto il 6 %





Il caldo comincia a farsi sentire ma la gamba gira e ci si diverte .
Discesa per spiazzi dove mi fermo a bere una coca e mangiare un gelato , caprino ,val d'adige e classico peri fosse ( 32° volta nel 2008) domata in 47 minuti .






Arrivo a casa con 155 km e 3400 mds soddisfatto per aver domato punta veleno con le borse . Ciao alla prossima.




lunedì 21 luglio 2008

uscita 19/20 luglio


Fine settimana con uscita prevista sui 300 km per preparazione 1001 ma con un po di impegni , devo trovare il tempo , sabato dalle 6 alle 12 lavoro, sabato sera rientra la truppa dal campo scuola roby e france( i miei due figli) , e la giò ( moglie) lavora fino alle 24 , domenica ore 12 devo andare a prendere laura al’aeroporto di brescia (mia figlia) che torna da londra .
Programma: esco sabato dalle 14.30 alle 22 torno mangio qualcosa riposo un po facendo quattro chiacchere con i figli per poi uscire domenica mattina verso le quattro fino alle 10 cosi simulo anche le fermate che ci saranno alla 1001 e come gestirle , non ho mai fatto una sosta più di tre ore di tempo , sconsigliato fermarsi di più dicono i nonni delle randonnee il fisico si rilassa e si fatica ripartire.
Ore 14 30 di sabato 19 si parte meta da definire vediamo come butta l’importante è pedalare , ho con me il nuovo gps garmin 60 csx penso strumento indispensabile alla 1001 , siamo in pochi 230 iscritti dunque ci saranno parecchi tratti che mi trovero solo , esco dal garage e trovo mio fratello con moglie che stanno partendo anche loro in bici , mi aggrego vanno a borghetto sul mincio , ad andatura turistica da strade semisconosciute arriviamo a borghetto , caffè , ciclabile fino a peschiera poi loro prendono la via del ritorno , anno già dato non sono molto allenati e vedono la bici come mezzo antistress , uno sguardo , ci salutiamo ed inforco il lungo lago fino a torbole , un casino di macchine e a torri anche un tamponamento fra due macchine , scelta infelice ma ormai è fatta , quanta gente lungo la spiaggia di tutte le misure e formati , rapito da tutto ciò arrivo a torbole , giornata calda con leggero venticello che ti frega perche sembra che non sudi , bisogna bere molto , mi fermo al solito bar ormai mi conoscono , una coca con ghiaccio e via , salita nago ,che caldo! Mi fermo di nuovo sopra alla fontana doccia e via .
Decido di andare a fare la sdruzzina , prendo la val d’adige direzione verona mentre mi avvicino alla mamma delle salite del veronese ( la nonna è punta veleno) penso che non ha senso andare a fare la sdruzzinà, non serve niente per la 1001 anzi !! allora decido di andare a fare la peri fosse almeno quella me la concedo salita simile alle salite che troverò alla 1001 .
Mentre mi avvicino a avio trovo un gruppo di tedeschi che stanno andando a verona in bici, indossano la maglia della maratona delle dolomiti , li passo a doppia velocità e faccio cenno di aggregarsi che li do una mano , vento contro 35 orari la gamba gira bene i tirolesi un po meno, al strapetto di brentino non mollo anzi aumento un po alta badia accusano il colpo e mi salutano ringraziandomi per il passaggio .
Arrivo a peri 150 km fatti fermata alla fontana doccia e si sale , quante battaglie con la peri fosse non dura ma dispettosa non puoi bleffare , la gamba gira ma sento che il fisico è stanco , durante la settimana ho caricato tanto e dormito poco arrivo a fosse in 50 minuti stanco e strasudato , mi fermo al bar coca ghiacciata , lo so che non fa bene ma che goduria, sono le 20,30 devo tornare verso la meson ( casa) , scendo dalla val di grezzana dopo 500 metri mi devo fermare per mettermi il spolverino da stracaldo a strafreddo per la gioia del fisico .
Si accende il fanale comincia a far buio quando arrivo a fondo valle ritorna l’afa, vado verso verona il traffico è umano si può pedalare , torricelle, negrar, alle 22 15 con 200 km nelle gambe arrivo a casa, la truppa è già tornata e deve mangiare facciamo qualcosa al volo quattro chiacchere e a nanna ore 24. 30
Sveglia alle 4.30 colazione e via ore 5.30 in sella, a queste ore è bello pedalare strade deserte e l’afa deve ancora arrivare le gambe sono imballate non girano e mi sento stanco decido di andare al lago poi si vedrà, bardolino, torri fermata caffe, e poi si sale fino a san zeno accompagnato da stupendi panorami e qualche ciclista solitario, lumini ,caprino ,il caldo comincia a farsi sentire salgo fino a spiazzi bella salita , fatta a queste ore non è trafficata .
Doccia alla fontana e giù in picchiata da porcino , da suicidio sembra sterrata da brutta che è , zuane ,domegliara casa per un totale di 310 km e 3000 m ds .
Il gps va benissimo e ti fa compagnia quella che mi manca dai miei amici di avventura che in questa impresa della 1001 mi hanno abbandonato, troppo estrema .
Ciao alla prossima