Aiutate Musseu stagione 2013

Fratelli a voi tutti che mi seguite chiedo un'aiuto per compiere i miei grandi viaggi "purtroppo" dettati dalla forte spesa !!!
Fisicamente e mentalmente sono pronto a qualsiasi sfida!

Ma essendo padre di famiglia e operaio non riesco a far fronte. Mi rendo conto che i tempi non sono dei migliori per nessuno, ma basta un piccolo contributo da tanti per realizzare un grande sogno!

Aiutate Musseu "donazione" con paypal ( pulsante qui sotto)

oppure mandando un contributo al Banco Popolare conto corrente numero iban IT43N0503459602000000802317 intestato a Murari Giorgio

per info email giorg9@alice.it, cell +393394738161
GRAZIE DI CUORE un abbraccio da Musseu

"vivi questo mondo e vivilo con intensità, con passione.Vivilo con totalità,con tutto il tuo essere....e da quella passione, amore e gioia, diventerai capace di andare oltre "

mercoledì 29 giugno 2011

ONLINE LA RADMARATHON

CIAO ANIME LIBERE DISPERSE PER IL MONDO

Questo è il sito dove potrete seguirmi durante la radmarathon : http://www.alyssatracking.ch/event/rm2011

VIA SI VOLA VERSO L'OLTRE

LO SPORT HA UNA COSA BELLISSIMA DA INSEGNARCI:NON IMPORTA ESSERE SCONFITTI O AVER VINTO. QUELLO CHE CONTA E' AVER GIOCATO BENE, AVER GIOCATO TOTALMENTE, AVER GIOCATO INTENSAMENTE, AVERCELA MESSA TUTTA SENZA RISPARMIARE LE NOSTRE ENERGIE.QUESTO VUOL DIRE ESSERE VERAMENTE DEGLI SPORTIVI.L'ALTRO PUO' VINCERE, MA NON C'E' GELOSIA, POSSIAMO CONGRATULARCI CON LUI E CELEBRARE LA SUA VITTORIA. L'UNICA COSA IMPORTANTE E' NON RISPARMIARE LE NOSTRE ENERGIE E METTERCELA TUTTA IN QUELLO CHE FACCIAMO.TUTTA LA NOSTRA VITA DOVREBBE ESSERE VISSUTA COSI' GIOCOSAMENTE

OSHO

LA MIA RADMARATHON SARA' VISSUTA COSI' !!!!!

domenica 26 giugno 2011

Mariano e la Drava !!!!!

Nell'attesa del mio rientro dalla Svizzera lascio a voi il resoconto di Mariano amico randagio che è andato a vivere la pista ciclabile della Drava, grande avventura che mette a nudo l'anima di Mariano, alla ricerca dell'oltre .

Finalmente, dopo tanti tentennamenti dovuti ai capricci di un giugno piovoso, venerdì 17 (incrociamo le dita), partiamo per l'avventura da tempo prefissata.
Ore 5,30; all'appello risponde solo Mario. Dopo una notte quasi insonne, puntiamo le bici verso Trento. Risaliamo la ventosa Valdastico pedalando con la giusta tranquillità ritrovandoci senza fatica ai 1083 metri del valico della Fricca. L'aria frizzante ci accompagna lungo la discesa verso Trento che schiviamo deviando verso Mattarello. Entriamo in ciclabile e comincia il sogno. Pedalare senza l'assillo del traffico è stupendo. Le ruote girano libere e i pensieri rincorrono l'incoscenza del tuo essere. Riaffiorano i ricordi della scorsa V.R.V. che danno alito alla nostra impresa. A Bolzano breve sosta in una baracchetta lungo la ciclabile. Una pasta una birra e via! Lì conosciamo due signore di Monaco che a tappe vogliono arrivare fino a Roma. City bike stracariche e ottimismo da vendere! Grandi e brave queste donne teutoniche libere dalla schiavitù di doveri presunti tali. Adesso comincia la parte sconosciuta della randonnèe. Direzione Bressanone; qui molti tratti di ciclabile hanno un'asfaltatura recente. Passiamo delle gallerie illuminate e in breve arriviamo a Novacella. Una freccia indica la celebre abbazia ma rimandiamo ad altra occasione la visita e la degustazione dei suoi rinomati vini. Appena fuori il paese, incomincia un tratto in sterrato molto impegnativo che attraversando un bosco, dopo varie peripezie,ci porta sulla strada della Val Pusteria.
Di nuovo in ciclabile verso Brunico, dapprima sulla parte sinistra della valle, attraversando con continui saliscendi stupende contrade, e poi sulla parte destra attraverso boschi e paesi. Entriamo a Brunico pedalando in strada malmessa. Adesso ci sono molti pezzi in sterrato che le pioggie hanno trasformato in palude. Impantanati come cani ritroviamo l'asfalto e puntiamo verso Dobbiaco. Incontriamo un ciclista di San Candido appiedato da una foratura. E'sprovvisto di pompa e camera. In un attimo sistemiamo il suo problema e lui per ringraziarci ci accompagna fino all'imbocco della ciclabile che porta a Lienz.
Ci buttiamo a capofitto in una ciclabile senza nessun tipo di traffico e alle 20 arriviamo nella città austriaca dopo 300km. Dobbiamo mangiare qualcosa perchè la fame e la notte incombono. Con sgradita sorpresa, non riusciamo a trovare locali con cucine funzionanti. Una ventina di chilometri dopo Lienz sulla sinistra lungo la ciclabile un locale di nome Marinelli ci dà qulche speranza. Vista l'ora, riusciamo a strappare quattro panini con lo speck e un paio di fette di dolce accompagnati dall'ottima birra austriaca. Stiamo bene e ripartiamo rinfrancati. Adesso la pista si fa sterrata. La strada e divisa da una striscia d'erba che fa da mezzeria, e ciò ci fa venire a mente le cavedagne di campagna che noi veneti chiamiamo con questo termine. Sterrato a volte buono e altre al limite dell'equilibrio. Si attraversano boscaglie con continui saliscendi e paesi oscuri dove non esiste nessun tipo di illuminazione pubblica.
Come fantasmi, viaggiamo in qesta notte austriaca dai contorni misteriosi. Per adesso il tempo tiene e non piove. A 35 km. da Spittal, ci inerpichiamo su una salita al 15%. Dopo alcuni chilometri di sofferenza mi viene il dubbio di avere sbagliato. Fino adesso le indicazioni della R1 ,sigla della ciclabile, erano state perfette. Torniamo sui nostri passi e infatti, appena all'imbocco della salita, un cartello seminascosto, ci indirizza nella giusta via. Avanziamo nella tenebra assoluta, della Drava intuiamo la presenza e basta. Il piccolo torrente che ci ha accompagnato all'inizio, probabilmente ha cambiato fisionomia trasformandosi in un rispettabile corso d'acqua. Improvvisamente lungo un rettilineo oscuro emerge un'ombra che ci fa sobbalzare. E' un ragazzo probabilmente ubriaco che ci grida qualcosa, forse un saluto o un incitamento, ma pensiamo sia meglio non approfondire e allunghiamo il passo. E' l'una di notte; all'improvviso una visione!!! Sulla sinistra, attraversando un paese scorgiamo un locale aperto. Entriamo e veniamo accolti da sguardi stupiti e indagatori. Una bestia d'uomo si alza e mi si fa incontro; mamma mia, questo mi ammazza!! Invece mi dà la mano e una pacca sulla spalla farfugliando qualcosa che ovviamente non capisco. Un altro ci accoglie al grido Pantani Pantani!!! Ma è proprio vero che nessuno è profeta in patria!!! Da noi Marco è stato defraudato e calpestato mentre in questo paesino disperso dell'Austria è ancora un mito. Come se adesso i professionisti fossero tutte mammole e santi. Passaporti biologici, bistecche contaminate e cazzate varie. Meglio non pensarci altrimenti m'incazzo!!! Certo che il significato del termine coerenza è stato dimenticato. Birra, dolce e caffè doppio è il menù di questa sosta. Ripartimo, adesso comincia a piovere sia pure in modo leggero.
Non riusciamo a capire un cartello, fatto sta che ci ritroviamo sulla strada n.100 che ci porta a Spittal. Adesso non piove più e giunti nel centro del paese ritroviamo la ciclabile. Qui le segalazioni scarseggiano e abbiamo difficoltà a viaggiare sulla pista. Infatti dopo avere attraversato un ponte sulla Drava, ci inerpichiamo su una strada sterrata dal fondo dissestato. D'improvviso la strada finisce e si trasforma in un sentiero erboso. No!! Per quanto spartani siano gli austriaci, questa non è la R1. Un pò seccati ritorniamo indietro e riprendiamo la n.100 che ci porta a Villach. Ormai albeggia e
ritrovata la ciclabile proseguiamo lungo la Drava che finalmente ammiriamo nella sua grandezza. Un pescatore ci dà la giusta dritta e dopo una quindicina di chilometri misti tra asfalto e sterrato giungiamo a Rosegg. Nella schiena abbiamo già 450 chilometri e il peso delle bici cariche con borse anteriori e posteriori comincia a farsi sentire. Fortunatamente appena entrati in paese a destra della ciclabile, in questo tratto a traffico promiscuo, vediamo un posto ristoro adeguatamente attrezzato. Qui si può pernottare, ma per adesso non è il caso. Ordiniamo una buona colazione con pane burro marmellata e vari accessori made in Austria che immadiatamente ci ricaricano le batterie. Riprendiamo la marcia e dopo 15 chilometri di percorso in gran parte sterrato, decidiamo di salire a St.Jacob I.Rosental e proseguire verso Ferlach sulla strada n.85, che conosciamo a menadito per averla percorsa varie volte nella 400 di Portogruaro. Dopo Ferlach cominciano a profilarsi numerosi saliscendi finchè ci ritroviamo a scalare una salita pazzesca. Maledizione; qui siamo passati dalla padella alla brace e cominciamo a rimpiangere gli sterrati della ciclabile. Arrivati a Gallizien, ci ributtiamo sulla ciclabile dopo una discesa mozzafiato. Ritroviamo subito lo sterrato che per venti chilometri ci terrà compagnia fino a Volkermarkt. Lo sterrato e in buone condizioni e con le nostre bici da corsa non troviamo grosse difficoltà. Adesso cominciamo a trovare altri ciclisti, ma nessuno con la superleggera; o mountain bike o city bike.
Ci salutano e ci sorridono, guardandoci un pò così, pensando che solo gli italiani possono pensare di percorrere la ciclabile della Drava con questi mezzi. Non importa, l'importante è provare. Siamo a Volkermarkt, adesso la Drava fa paura, sembra un lago data la sua vastità. Ci fermiamo in un grill di ristoro e facciamo un pieno di energie a base di carne e patate. Lì i primi piatti non esistono e bisogna adattarsi; prendiamo pure un'insalata mista con cetriolo annesso, primo imputato, poi assolto, per il batterio Killer. Dopo oltre 500 chilometri, stiamo ancora bene e adesso davanti a noi, si profila il pezzo più affascinante del percorso. Si viaggia in prevalenza su strade a traffico promiscuo, ma praticamente ci siamo solo noi e siamo i padroni della strada. Saliscendi su meravigliose colline costellate di crocifissi in legno di varie misure e colori, messi lì quasi ad incoraggiare i viandanti in bici. Ora, le segnalazioni della ciclabile sono perfette, è impossibile sbagliare, qui in Carinzia si è notato il salto di qualità della R1. Dopo un breve tratto di sterrato appena fuori un sottopassaggio, giriamo seccamente a destra e saliamo sulla ciclabile ricavata sul lato di un ponte ferroviario dall'altezza vertiginosa.
E' alto 96 metri ed è il ponte ferroviario più alto della Carinzia. La ciclabile è larga un metro e mezzo e la balaustra non sembra sufficentemente alta da infondere sicurezza. A metà ponte una decina di persone sono ferme sulla ciclabile. Smontiamo dalla bici e guardiamo sotto di noi; la Drava sembra ti guardi con forza magnetica quasi ad attirarti nelle sue viscere. Con orrore capiamo che in questo ponte vengono effettuati dei salti con l'elastico e arriviamo giusti in tempo per assistere al tuffo di un pazzo che ridendo si lancia nel vuoto. Un'altro si prepara subito per un altro salto e noi ne approfittiamo immediatamente per scappare da questo covo di pazzi. Il bello è che questi pazzoidi, erano tutte persone di una certa età e di una grande stazza. Mancava solo che arrivasse il treno e la frittata era fatta. Tra vibrazioni e salti di pazzi, come dicono i romani, il ponte me se sbraca!! Dopo poco troviamo un altro ponte. E' un ponte in legno sospeso tenuto da due grosse funi in acciaio. E'd'obbligo passarlo con bici alla mano per via delle fessure
esistenti tra una tavola all'altra. Adesso la ciclabile corre parallela alla strada n.80 che porta a Lavamund che è anche l'ultimo paese austriaco al confine sloveno. Entriamo in Slovenia un pò mosci, qualche piccola crisi interiore comincia a bussare sulla nostra testa quasi a demolire le nostre certezze. In un market riempiamo le borracce e prendiamo un gelato. Ripartiamo e in breve siamo Dravograd. Questo mi sembra un paese abbastanza
trascurato, le strade sono accidentate per lavori in corso e gli automobilisti non sono disciplinati come in Austria. Un cartello stradale indica che Maribor dista 63 chilometri. Un senso di sconforto mi invade e decidiamo di proseguire sulla strada normale perchè la guida in mio possesso indica che adesso ci sono numerosi tratti di sterrato sassoso. Ne abbiamo già abbastanza di sterrato per oggi. Comunque la nostra non si dimostra una gran scelta in particolar modo per il volume di traffico esistente su questa arteria. Poi i saliscendi ci sono anche qui anche se non particolarmente duri. Era meglio provare la ciclabile ma ormai siamo in ballo e una volta superata Podvelka non è possibile rientrarvi fino a Maribor perchè oltre a correre sull'altra sponda della Drava, essa si allontana di molto dalla strada n.1 che stiamo percorrendo. A pochi chilometri da Maribor, ci fermiamo su una baracca in legno posta sul lato stradale. Siamo letteralmente fusi di testa e decidiamo sia pure a malincuore di girare la prua delle bici sulla via del ritorno. Il mio ciclocomputer, segna 607 chilometri e l'orologio le 15,45 di sabato 18. Riprendiamo la marcia verso Lavamund un pò rinfrancati. Alle 19 appena passata Lavamund ci fermiamo a Neuhaus dove ci facciamo una splendida pizza. Prendiamo una camera per riposarci qualche ora. L'accordo con la signora è che ripartiremo all'una di notte. Paghiamo subito il conto e lei ci da le chiavi per aprire la stanza dove sono custodite le bici. Doccia e a letto. Io più di tanto non dormo e alle 22 sento che comincia a piovere. Di ora in ora l'intensità della pioggia aumenta e all'una c'è un'autentica bufera. Non è certo il caso di ripartire con un tempaccio del genere visti anche i posti che dovremo attraversare. Ogni tanto mi alzo per controllare il tempo in corso, ma non c'è verso; pioggia e vento sono i padroni incontrastati. Alle 5 di mattina rompo gli indugi; sveglio Mario e lo convinco a partire. Scendiamo nella stanza dove sono custodite le bici e ci prepariamo al viaggio. Sopra le bici, troviamo dei panini che la gentile signora ci ha preparato; uno lo mangiamo subito, e l'altro lo mettiamo nella borsa sicuri che più avanti ci verrà utile. Indosso il completo in goretex con giacca pantaloni e cappuccio e via verso l'avventura. Piove che è un piacere, almeno il vento comunque si è placato e gradatamente cominciamo a pedalare di buona lena. Il riposo notturno ci ha giovato, le gambe girano ed il morale è risalito. Arriviamo al ponte sospeso in legno; pian piano, lo attraversiamo a cavallo delle bici. All'improvviso, mi viene la tentazione di provare a passare con la ruota anteriore sopra la fessura che separa una tavola dall'altra e difatti la mia percezione è giusta, visto che la ruota rimane incastrata nello spacco esistente tra le due tavole di legno. Risultato; una gran botta nel basso ventre con conseguente scentratura della ruota anteriore. Poco male, tanto con 32 raggi si può far questo ed altro. Ripassiamo sopra il ponte ferroviario che a quest'ora è deserto, pazzi non ce ne sono ad esclusione di noi. Continua a piovere senza ritegno, la temperatura si mantiene attorno ai nove gradi però pedalando non fa freddo. Come unici compagni, le mucche che saggiamente stando al riparo sotto le piante, ci fissano con i loro occhi languidi e tristi e le lepri, che sbucando all'improvviso, corrono lungo i pendii con le loro orecchie dritte. Povere care bestie, assetate di vita e di dolcezza inconsapevoli e felici nella loro semplice esistenza. Noi bestie umane, purtroppo dalle bestie impariamo poco o nulla, viviamo nel nostro egoismo pensando che la vita sia tutta lì a misura nostra ed esclusiva. Siamo umani, ma di una umanità bestiale ed imbecille. Ma andiamo avanti che la strada da percorrere è ancora tanta.
Dopo Volkermarkt ricominciano gli sterrati, e che sterrati. Piove a dirotto, la pista è allagata e le ruote affondano sul fondo stradale inzuppato d'acqua. La velocità è sempre sotto ai 20 orari e il fango ci sta ricoprendo come una seconda pelle. Stiamo correndo una Parigi Roubaix e una cinque mulini allo stesso tempo; le ruote faticano ad emergere da pozzanghe di dieci centimetri ed andare avanti costa molta fatica. La bufera ci circonda e la Drava appare sempre più minacciosa. Questo tratto è lungo più di 20 chilometri e speriamo di uscirne indenni. Passiamo un ponte in legno sopra un torrente che si getta nella Drava; acque fangose con detriti di legno sbattono con violenza inaudita contro i pilastri del ponte, speriamo regga almeno fino al nostro passaggio. Ultima emozione l'attraversamento della Drava sopra una diga in cui si snoda la cilabile. Qui bisogna fare attenzione alle rotaie rialzate della gru semovente posta sulla diga per rimuovere i detriti che si fermano su di essa. Finalmente dopo verie peripezie, arriviamo a Ferlach. Usciamo dalla ciclabile per prendere la solita 85 che ci porterà al Tarvisio. Entriamo nel bar di un distributore Agip con titubanza per via del pantano che abbiamo addosso e dopo un lauto rifornimento, ci avviamo sulla via di casa. Adesso il tempo è migliorato e il sole comincia a riscaldarci. All'una e trenta siamo al Tarvisio con nelle gambe 780 chilometri. Siamo in Italia e il mangiare non è più un problema. Una pasta e riprendiamo il viaggio; 250 chilometri ci separano dal tetto familiare e non sarà uno scherzo arrivarci. La monotonia della lunga discesa ci assale, i chilometri non passano mai e una velata stanchezza comincia a impadronirsi di noi. Unica piacevole sorpresa, la ciclabile targata FVG1 che da Chiusaforte porta a Resiutta. Sono solo otto chilometri ma è già qualcosa.
Se la continuano, potrebbe arrivare fino all'Austria e collegarsi con la R1 della Drava. Ma tutto questo è forse un sogno e una speranza, vedremo. Adesso è solo noia nei lunghi rettilinei che portano a Pordenone. Fino a Bassano del Grappa, troveremo solo semafori traffico caos e fretta. Frutto di una pianificazione urbana basata solo sull'interesse e profitto selvaggio. Altro che ricco nordest, qui si vive da cani o meglio da foche ammaestrate e immolate sull'altare di una cieca idiozia. Cominciamo già a rimpiangere le piste allagate della Drava. Dopo tanto penare alle una e trenta di domenica notte siamo a casa .
Dati della randonnèe
km percorsi 1030
tempo impiegato 68 ore
media oraria 21km
dislivello 6800mt

GRANDISSIMI MARIANO E MARIO

domenica 19 giugno 2011

Quadrinferno Baldo/Lessinia "ordinaria follia"

Sabato 18 Giugno, 11 giorni mi separano dall'ultracycling Radmarathon in Svizzera, 750 km x 7000 mds, ultimo allenamento "tosto" per poi staccare per arrivare bello carico all'appuntamento.
Che si fa ?.....boooo, non so ancora bene dove mi porterà sto giro la mia anima, di certo voglio fare qualcosa di stimolante !!!
Mattino dedicato al lavoro (6/12) , ritrovo ore 14,30 al pasta party da Mario con Claudio, ore 14,40 ci sono,(15 km fatti e 500 mds) bello mangiato e pronto per volare !!! mi fermo un po' con truppa e prendo accordi con Claudio (mi seguirà in macchina per un tratto, prova generale per la Svizzera !!!!) sul percorso da fare....il Quadrinferno deciso !!!! Un progetto "folle"è da anni che mi frulla per la testa..... è giunta l'ora. Quattro salite al limte, il Trinferno brevetto permanente ideato da me nel 1995 cioè:
( Punta Veleno :http://www.salite.ch/prada.asp?Mappa=http%3A%2F%2Fwww.viamichelin.fr%2Fviamichelin%2Fita%2Fdyn%2Fcontroller%2FCartes-plans%3FmapId%3D-tyonkgp29lfpbp&dx=485&dy...=330&empriseW=970&empriseH=661 //
Sdruzzinà:http://www.salite.ch/fittanze.asp?Mappa=http%3A%2F%2Fwww.viamichelin.fr%2Fviamichelin%2Fita%2Fdyn%2Fcontroller%2FCartes-plans%3FmapId%3D-tu9xu0zq1jwpbp&dx=485&dy=330&empriseW=970&empriseH=661/
Peri/Fosse :http://www.salite.ch/fosse1.asp?Mappa=http%3A%2F%2Fwww.viamichelin.fr%2Fviamichelin%2Fita%2Fdyn%2Fcontroller%2FCartes-plans%3FmapId%3D-tmnq4kcnrkhpbp&dx=485&dy=330&empriseW=970&empriseH=661 ),
Con aggiunta la salita "semisconosciuta"
Nago/Prati di Nago : http://www.salite.ch/baldo.asp?Mappa=http%3A%2F%2Fwww.viamichelin.fr%2Fviamichelin%2Fita%2Fdyn%2Fcontroller%2FCartes-plans%3FmapId%3D-t2skbaeqp1vpbp&dx=485&dy=330&empriseW=970&empriseH=661
Un 15 km al 10%. Le quattro salite più toste in zona in sequenza non stop ....che figata, un 220 km per 4000 mds , niente di che se fosse su pendenze "umane", ma con numeri spesso a doppie cifre il gioco si fa duro !!!! Con un tempo incerto, minaccioso alle ore 15,30 comincia l'opera....e vaiiiii , mi dirigo verso il "mio" lago di Garda, pochi passi e ci sono,

"O mio Garda che mi accogli sempre con amore, in silenzio....il tuo magico silenzio, sono venuto a porgerti un saluto denso e colmo di emozione, scalando le tue sponde, accostandomi alle tue rive, assaporando ogni tuo battito e in questo incantesimo io volo nell'infinito !!! Non ti vorrei lasciare mai, dolcezza, serenità mi regalano le tue quiete e seducenti acque. qui mi perdo in un oblio"



Vento in poppa e si vola verso Brenzone, 65 km fatti prima asperità della serata , la "devastante" Punta Veleno, terra di nessuno rifiutata dal 90% dei ciclisti, a mio avviso non c'è Zoncolan che tenga....sono con il mio caval de fero in titanio con sotto una nuova guarnitura, la rotor system tripla : (http://www.iopedalo.it/gruppi-e-corone/anteprima-rotor-system-by-tri-d-tech)....non vedo l'ora di provarla in salita dopo i 1000 km di rodaggio fatti in "pianura" per abituare i muscoli alla nuova pedalata !!!! Castello...eccoci ci siamo parte il muro verso l'oltre e comincia a piovere...caz..., sensazioni buone con il 30/29.... mi sembra di essere sul piano !!!! ma la strada diventa scivolosa a stento riesco pedalare anche perche dietro ho un copertone "del cavolo" ( un fusion copertone da gran fondisti trovato su le ruote appena prese usate ...non vedo l'ora di buttarlo !!!!), momenti duri per Musseu....sono titubante sul da fare la discesa diventa proibitiva una volta arrivati "lassù" e più m'innalzo più piove , devo stare seduto altrimenti non c'è verso di salire, arrivo con fatica al 7 km dove la strada lascia un attimo di respiro , mi soffermo ad ammirare lo splendido panorama e a mangiare qualcosa ....attimi di vita con madre natura, due km e sarei in vetta , a malincuore lascio, la mia esperienza mi dice che è meglio tornare sul lago, troppo brutto il tempo rischierei di compromettere il giro (Radmarathon) !!!! la discesa è da incubo...ma alla fine riesco a scendere senza danni !!!! Eccomi di nuovo sul Garda qua la musica cambia si sta bene e non piove per ora , mi dirigo verso la seconda salita della serata la Nago/Prati di Nago sempre vento in poppa fino a Torbole, salita che porta a Nago e pronti per la scalata, 110 km fatti , nuvole minacciose mi stanno aspettando lassù !!!! la strada parte subito cattiva con uno strappo al 24% e non va mai sotto il 10%, salita selvaggia, splendida, un balcone sul lago di Garda, pochi km e......ricomincia a piovere, testa bassa e su , qua la strada è più "umana" si sale senza scivolare, arrivo al 10 km si attraversa un magico bosco, all'acqua si è aggiunto un forte vento che spazzola pericolosi rami lasciati al proprio destino...... Musseu !!!!! meglio tornare, quassù nemmeno un orso ti trova !!!!! telefona Claudio che mi dice che è arrivato a Mori , mi aspetta per accompagnarmi per il resto del giro, ecco il destino (Radmarathon)!!! "arrivo mezzora e sono da te " a doppio malincuore giro la bici e scendo a tutta verso Nago, non piove e il clima è perfetto mi dirigo verso Mori, ecco Claudio con se ha tutto quello che mi serve per ogni evenienza, gli dico che se il tempo resta così meglio tornare a casa, ( bugia) gli lascio la nottata libera !!!! val d'Adige il mio sguardo vola lassù sulla terza salita della serata ....niente di buono caz... , una crono e sono a Ala , la gamba gira bene, o voglia di spingere, sinistra per passo Fittanze...ci siamo, 160 km fatti, attraverso l’incantevole borgo di Sdruzzinà dove mi fermo alla fontana del paese, attimi infiniti io Claudio e lei li ad aspettarci...parto deciso, inizio ad arrampicarmi con il 39x23 alzandomi sui pedali, Claudio mi segue a distanza regalandomi anche qualche filmato della scalata, nulla può appagare questi attimi di silenzio, la notte prende forma e tutto si illumina sulla "mia" val d'Adige, arrivo al pezzo piano prima del fiabesco bosco dove le pendenze diventano "Dantesche", settimo km , comincia a piovere ....e vaiiiii sto giro nulla mi ferma ho il mio scudiero vicino !!!!! L'INFERNO mi attende al passo, vento, acqua e nebbia, mi vesto invernale con sopra giubbino e pantaloni per acqua e cosi scendo fino a Fosse, dove come per incanto la luna fa la sua comparsa regalandomi sprazzi di cielo sereno, lascio Claudio riposare a Fosse mentre io faccio un giù e su dalla mia compagna di avventure, di vita, la "mia" Peri/Fosse, fa festa la mia anima con la felicita del sudore che un sognatore come me le sa regalare , in 45 minuti di scalata sono di nuovo da Claudio " dai andiamo mio scudiero , torniamo alla realtà" planata verso casa, eccoci...... il giro di giostra è teminato, momenti bellissimi sono trascorsi verso l'oltre a fianco il mio scudiero che tanto amore mi sa regalare, e vaiiiii il quadrinferno è "domato" ....certe volte ci vuole anche il "coraggio" di mollare, riconoscere i propri limiti, arma indispensabile per volare oltre verso l'infinito senza cadere !!!!!

sabato 4 giugno 2011

Brevetto permanente Tour D'Ortles

TOUR D'ORTLES un brevetto permanente che non può mancare nel curriculum di un randonneur, 250 km per 5500 mds ai confini tra la terra e il cielo, in sequenza si scalano i passi dello Stelvio, Gavia, Tonale e Palade, bellissimo....magico !!!!! Data scelta il due Giugno festa della nascita della repubblica, giorno libero da "rando e ultra". Chiamo il mio amico e organizzatore Giancarlo dell'Athletic club Merano per accordi, tutto ok i passi si aprano il primo Giugno.....via si vola verso l'infinito .Solito giro di telefonate per vedere se qualcuno vuole accompagnare Musseu, sto giro ben 10 ciclisti danno l'ok più il magico Claudio che ci accompagnerà con la macchina per tutto il brevetto.Primo Giugno ci siamo è l'ora , previsioni meteo pessime mettono al tappeto ben 5 ciclisti , non se la sentono.....va Be meglio prima che trovarsi lassù vicino al cielo in crisi !!!! In cinque "coraggiosi" tentano l'impresa , io Mario, Paolo, Roberto, eeee.....Fabio. Due Giugno ore 5 ritrovo al casello Verona nord per essere in bici alle ore 7,30 a Merano, ci siamo tutti a parte lo scudiero...."ma dove caz...è sono già le 5,10" telefono....noooooo è ancora a letto si è addormentato !!!! Lascio la mia macchina al casello con chiavi e via con la macchina di Roberto, intanto noi andiamo l'accordo è per le 7 a Merano e molti ciclisti dell' Athletic sono la ad attenderci .....Claudio ci raggiungerà a Prato dello Stelvio con calma !!!!! Puntuali siamo in quel di Merano, ore 7,30 pronti operativi per la magica avventura il Tour D'Ortles, emozione , gioia e tanti amici , il gruppo è composto da una ventina di ciclisti che accompagneranno Musseu fino ai piedi dello Stelvio, grazie magico gruppo Athletic club Merano ....grazie per aver dato anima a questo bellissimo brevetto .Via si parte, 50 kilometri ci dividono dall'inizio della vetta più alta d'Italia sua maestà lo Stelvio, si percorre la ciclabile dell'Adige, rivedo luoghi a me molto cari e nuovi pezzi di ciclabile...memorizzo il tutto verranno utili nel 2012 alla V.R.V !!!! Eccoci a Spondigna, ad aspettarci lo scudiero Claudio pronto come sempre ad accompagnare Musseu, qualche foto ricordo e ci siamo, saluto il club Meranese...grazie ragazzi e via a scalare sua maestà, ci accompagnano anche tre ragazzi dell'Athletic optano per la scalata dello Stelvio per poi tornare dalla Svizzera, Glorenza, Merano, altro brevetto permanente chiamato "rando Stelvio". Il tempo regge nuvole non minacciose coprono il cielo, chissà lassù come butta !!!!! Sono inmerso in un paesaggio a dir poco sublime , madre natura qua non si è risparmiata.....non so più dove girarmi catturato da tanta bellezza e poi sotto il culo ho il mio nuovo "caval de fero" il telaio in titanio Davidoss.....che emozione, attimi infiniti che mi riempiono l'anima di felicità.Eccomi a Trafoi...paese di grande energia mistica, profumo delle cose vere, della Natura spontanea, dei Grandi Boschi e delle Tre Fontane mi sembra di vivere in un sogno incantato, silenzio attorno a me, sono solo con me stesso ...con la mia vita libero come un'aquila nel cielo .I miei compagni di avventura tutti dispersi in quei 48 tornanti che portano ai confini della terra con il cielo, quota 2400 strani vuoti di aria celebrale mi stordiscono, una sensazione strana mai successa prima....e si che salgo al mio passo tranquillo senza strafare !!!! la vetta è li a pochi passi , il biscione ormai è domato, ultimi tornanti e ci sono, eccomi sulla vetta più alta D'Italia il giorno della nascita della repubblica italiana, scalata in poco meno di due ore. Panorami da mozzafiato, è sempre bellissimo salire quassù, la pace che regna in questi luoghi è qualcosa di stupefacente . "Caz.....e Claudio !!!!" non c'è ..."ma dove caz.. è" non c'è niente da fare lui ha i suoi ritmi e il suo modo di vedere le cose...( troppo buono) sarà la ad aspettare Fabio che arrancherà per domare almeno lo Stelvio !!!!!!....va Be per fortuna che la giornata regge e il clima è mite , ben 10 gradi sul passo, ma c'è un piccolo problema ho lasciato tutto sulla macchina, cibo, vestiti, cellulare e soldi, con me ho solo lo spolvero per l'acqua e una barretta energetica , aspetto un 15 minuti al bar....non arriva !!!! infilo lo spolvero e fiducioso che mi riprenderà prima della scalata del passo Gavia mi butto in picchiata verso Bormio, la lunga discesa mette a dura prova le mie povere ginocchia .....il resto ok.Bormio, un timido sole si affaccia alla finestra del cielo , ma lassù sul mitico Gavia nuvole minacciose non lasciano prevedere niente di buono, percorro il lungo stradone in salita che porta a Santa Caterina dove parte il Gavia, mi fermo ad una bellissima fontana a fare acqua e a mangiare l'unica fonte di energia che ho con me , non ho altra soluzione senza soldi e telefono !!!! Quanti ricordi su questa salita , quanti amici ho vissuto su questa salita, quanta fatica ho lasciato su questa salita , quanta gioia ho catturato su questa salita , .....la mia mente parte per sentieri infiniti il corpo e l'anima si fondono creando un'estasi di felicità . San Caterina , lascio il paese per immergermi nel selvaggio passo, luoghi dove l'umano no saprà mai governare la meravigliosa forza della natura , può solo condividerne l'armonia dell'essere parte di un unico progetto....la VITA. Ormai le mie energie sono al lumicino , ho finito la benzina, si pedala con l'anima, raccolgo la forza per arrivare al passo, il tempo regge , INCREDIBILE quello che mi aspetta quassù , il bellissimo lago Bianco dalle acque limpidissime , pure, innocenti come l'anima di un bambino, come mi sento io in questo ATTIMO, parte di madre natura .Dal passo Gavia la vista é a 360°, un bellissimo panorama sull'imponente Ortles, il Gran Zebrù, il Cevedale, il Tresero, il San Matteo e il Gruppo Adame....e vaiiiiii.Di Claudio nessuna traccia , devo pensare qualcosa non posso continuare senza cibo. entro nel bar e chiedo se gentilmente mi fa fare una telefonata, telefono al mio telefono !!!! suona...meno male, risponde Claudio che mi dice che è a metà Gavia, 10 minuti e arriva !!!! mi metto tranquillo su una panchina a parlare con una giovane coppia di ciclisti, il tempo vola e Claudio arriva, in macchina c'è anche Fabio, demolito dopo lo Stelvio !!!! non fa ora a scendere che mi trapassa di rimproveri, a suo avviso dovevo aspettare la truppa !!!! lo blocco.....stop, reset, non è successo nulla !!!! mi riempio le tasche di cibo e indumenti per ogni evenienza , cellulare, soldi, l'accordo è che gli telefono sul passo Tonale per fare il punto delle situazione, ritorno a volare.....liberoooooooo, via in picchiata su Ponte di Legno, dopo pochi km una galleria buia lunga circa 200 metri mi mette in difficoltà , perdo completamente l'orientamento e finisco nella corsia opposta, mi fermo e seguendo la luce dell'uscita riesco a venirne fuori !!!! si riprende la planata su una strada molto stretta senza protezioni, si è sospesi nel vuoto e pensare che fino a qualche anno fa c'era anche un bel pezzo di discesa su un epico sterrato, peccato l'abbiamo tolto !!!! Ponte di Legno , sinistra e su dal passo Tonale, un bellissimo sole padroneggia nel cielo....fa caldo, mi tolgo tutto resto estivo, 8 km di leggera salita e il Tonale è domato, quota 1884 m. sono sul confine tra la Lombardia ed il Trentino, da una parte la Val di Sole dall'altra la Vallecamonica, un anfiteatro naturale aperto al sole e molto panoramico fra i gruppi dell'Ortles e dell'Adamello. Telefono alla truppa, loro sono a Ponte di Legno, decido di ripartire già con me ho tutto il necessario per continuare per altre 7/8 orette !!!! una lunga discesa nella val di sole fatta a tutta mi porta a Ponte di Mostizzolo, 190 km fatti e più di 4000 mds , sono le 16,30, sinistra per Fondo dove parte l'ultimo passo della giornata il domabile Palade, 20 km di continuo su e su mi separano !!! la gamba gira che è una meraviglia e si volaaaaa, la strada non è ben chiara e non avendola mai fatta preferisco chiamare Giancarlo per qualche dritta " sempre dritto fino a Fondo " e ci mettiamo d'accordo di trovarci sulla vetta del passo, mi raggiungerà in macchina per fare qualche foto.....immortalare Musseu il primo brevettato del 2011 !!!!! Sempre sole e caldo...chi avrebbe mai detto dopo le previsioni infami !!! mi fermo ad una fontana un po' di acqua una barretta energetica e via , sulla destra della valle un minaccioso temporale sta scaricando litri d'acqua...speriamo che non cambi direzione e venga a trovarmi proprio sul passo !!! Fondo ci siamo ecco il quarto e ultimo passo della giornata, 15 km dolci, via all'attacco .....mi sto divertendo e sto bene la salita non va mai sopra alla pendenza del 5% ....si volaaaaaa ecco il passo ed ecco il mitico Giancarlo , foto e giù in picchiata "prudente " questo passo per me ha brutti ricordi , l'ultima volta che l'ho fatto è stato nel lontano 2000 quando una macchina mi investì su un tratto completamente dritto , io ero da solo tranquillo vicino al ciglio della strada che ammiravo madre natura dopo un megagiro, mi colpì ai 80 all'ora....sopra c'era un giovane sprovveduto sbadato !!! avevo da sei mesi la mitica bici in titanio della Bianchi la 110 ( distrutta) da allora i miei giri non sono più passati da qui ...ma oggi ci sono , sono qua con una nuova mitica bici in titanio la Davidoss a vivere anche questa paura !!! e vaiii sono a Marlengo fine discesa Giancarlo mi lascia indicandomi l'ultimo incrocio prima dell'arrivo, tre km mi separano da Merano , tre km di scarico per poi proseguire nel viaggio !!!! Arrivo al camping Tennis alle ore 19,35 con 250 km e 5530 mds, brevetto fatto 12 ore e 5 minuti, gran bel giro......tosto, mi telefona Claudio che mi di ce che anche Roberto si è arreso !!!! sono rimasti Mario e Paolo hanno un ritardo di un'oretta circa, decido fin che aspetto di andare con Giancarlo e amico a farmi una pizza con birra !!!! Quando rientriamo alla base Claudio è già li e sta per arrivare il resto della truppa, sono le 21 tutto pronto per il lato b della giornata ....la magica notte , inforco la mitica bici in titanio e via giù per la ciclabile Merano/Verona 170 km piani verso l'infinito !!!!!!


Leopardi : L'Infinito
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo escude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare

Mario e Paolo hanno terminato il brevetto in 13 ore e 30 minuti.....GRANDISSIMI, hanno fatto un'impresa !!!
Roberto e Fabio grandi lo stesso è sempre un onore morire in battaglia !!!!! GRAZIE Claudio per la tua grande anima, GRAZIE a tutti quelli che hanno condiviso con me questo meraviglioso brevetto e GRAZIE Giancarlo sei un GRANDEEEEEE .